CUBIArte, Andrea De Simeis


Vai ai contenuti

Glossario CU - INS

Rubriche...

CUCITURA Quella degli antichi ne' Libri era fortissima e diligentissima, e perciò dopo più secoli non si moveano i fogli e i quinternetti dal loro sito. Ora è debolissima e negligentissima, lasciandosi spesso fogli non cuciti, (con evidente pericolo di perdersi) ovvero cucendosi con punti sì rari, e con fili sì deboli, che dopo d'aver alcune volte aperti i Libri, e voltatene le carte, si veggono uscir fuori i fogli da' lor cancelli, con disgusto sensibilissimo di chi li fece legare. Cucivanli gli antichi con molti doppj, e grossi strevi, (per valermi del comun librario vocabolo) or quadrati, or rotondi: i moderni, con rari, semplici, e insussistenti; molti de' quali scioccamente segano, per introdurveli, le schiene de' Codici, indebolendone così i fogli, i quali poi vengon cuciti a sottili e meschinissimi spaghi, maniera frequente, ma pessima, di legare, e di pochissima durata. Quasi tutti poi usano nel cucire, per più speditezza, non di pigliar ciascun foglio, ma due per volta.

CUFFIA E' la parte arrotondata del dorso.

CUL (o CULS) DE LAMPE Fregio in fine di capitolo.

CUM PRIVILEGIO Autorizzazione a pubblicare la stampa con il diritto di perseguire eventuali contraffattori.

CUOIO Alcuni tipi di cuoio sono: la bazzana, il marocchino, il bulgaro o di Russia, lo zigrino o chagrin, la pergamena, volgarmente detta carta pergamena.La bazzana, pelli di montone conciate al tannino, morbide pieghevolissime, adatte per fodere, interni di portafogli, per pantofole e simili.Il marocchino, cuoio fino, morbido; si prepara con pelle di montone o di capra, con concia vegetale; tinto o no è usato per lavori di pelletteria e legature di libri.Il bulgaro o di Russia, preparato in Russia con pelli di cavallo, di vitello, di capra, conciato con corteccia di betulla, di salice, di pino e poi imbevuto con catrame di betulla, che conferisce profumo gradevole e conserva a lungo; è un tipo di cuoio molto forte e impermeabile.Lo zigrino o chagrin, tipo di cuoio con leggera concia al tannino o all'allume, con grana a prominenza; è usato prevalentemente per lavori d'alto artigianato d'arte.La pergamena, non è da considerarsi un vero cuoio, ma la pelle conciata, stirata su telai, seccata con piccole quantità di glicerina e solforicinati, che la mantengono morbida. Le qualità più fini servono per diplomi, legature di libri, ecc; per renderle adatte alla ricezione di inchiostri vengono ricoperte dopo seccate, di appretti a base di colla di pesce. Le qualità grossolane, fatte con pelli d'asino, di maiale, di vitelli grossi, levigate a pomice e apprettate, servono per tamburi, timpani.

CUOJO La sperienza continua fa conoscere non tornar conto a far legar Libri in Cuojo di qualsisia sorte, o colore, mentre inumidendosi, o trasudando per caldo, tinge di mala maniera le carte vicine alle coperte, anzi le schiene stesse introducono il colore negl'interni margini, con deformarne i Volumi interi. Per le coperte ci sarebbe il rimedio di far porre in principio, e in fine molte carte bianche dette di riguardo; ma tingendosi anche queste, disgustano la vista de' dilettanti. In oltre, il Cuojo si spela, e resta segnato, senza rimedio.

CUOJO CREMISINO Questo vien chiamato Damaschino, o di Costantinopoli. Le legature fatte con esso son belle e magnifiche in apparenza e recenti; ma, oltre ad esser soggette a tutti i difetti testé accennati, hanno questo particolare di tingere bruttamente i Libri vicini legati in pergamena; come è succeduto a noi per aver in certa appartata scanzìa, contenente molti Cominiani Libri in carta Romana, legati in bellissime pergamene, e colle carte dorate, frammischiatine alcuni legati in detto Cuojo; i quali trasudando, forse per lo scirocco, comunicarono qua, e là il lor colore all'eleganti coperte di quelli, con grave nostro disgusto.

CUOJO NERO S'usa per lo più ne' Libri liturgici, o di Chiesa, non naturale, ma tinto e granito, volgarmente detto Sagrinato. In Inghilterra se n'usa una spezie d'odor tetro e ingratissimo, almeno a noi, che non ci siamo usati; sparute e poco piacevoli alla vista riescono le legature fatte con esso, e pure usatissime colà, dove forse abbonda in maniera, che per ismaltirlo, è proibito come gran contrabbando l'introdurre in essa libri legati di qualsisia sorta, o paese; e se i ministri ne trovano, pel minor castigo ne tagliano in croce le coperte, per obbligar così i padroni di essi a farli legare col Cuojo suddetto.

DA - D'APRES - AFTER Nelle stampe antiche precede il nome dell'autore dell'opera che l'incisore ha ricopiato.

DANTINO Nome con il quale si identifica una edizione minuscola della Divina Commedia. Famosa quella stampata a Padova nel 1878 dai fratelli Salmin: le pagine sono di 37 x 57 mm. (in 128°). In seguito passò all'editore Hoepli.

DATA Anno di pubblicazione del volume.

DECALCARE Riportare sulla matrice metallica il disegno progettato per mezzo di carta da calco.

DECORAZIONE Lavoro artistico che ricorre ad ornati e a motivi per abbellire ed impreziosire una superficie o un oggetto.

DEDICATORIA Dedica di un libro ad una persona (menz. da F. Doni nel 1574). Dal latino de-dicare: dire solennemente. Di solito la dedicatoria viene posta all'inizio di un'opera. I libri fino al XVIII secolo erano in genere dedicati a persone che ricoprivano cariche illustri.

DELINEAVIT - DEL. - DELT. - DELIN. Nelle stampe antiche precede o segue il nome dell'autore del disegno che l'incisore ha usato come modello. [Dal latino "disegnò"].

DENSITÀ DI STAMPA Sinonimo di forza di stampa o intensità di stampa; definisce l'effetto visivo della quantità di inchiostro sulla carta.

DENSITÀ - VISCOSITÀ Stato di ridotta fluidità, o di avanzata concentrazione, o agglomerato, di una materia, spesso accompagnato da aspetti di pastosità, opacità, ecc. Anche il rapporto fra la massa di un corpo e il suo volume (assoluta) o fra tale massa e la massa di un eguai volume d'acqua distillata a 4°C (relativa).

DENTELLE Voce francese corrispondente al termine italiano merletto velo o tessuto a punti radi, a nodo ed intrecci svariatissimi, utilizzato di solito per ornamento (menz. in G. di Santa Maria,1687). Nell'accezione libraria è un termine legato alle copertine di un libro, in particolare è l'ornamento che si trova sui Piatti [vedi voce] ai bordi esterni della copertina.

DIDASCALIA Dal greco didaskalia: istruzione, insegnamento. Nel campo librario sta a significare Titolo (inteso come titolo di un'opera, dei capitoli, dei paragrafi, etc).

DISINCHIOSTRAZIONE Trattamento che, attraverso separazione per flottazione delle particelle di inchiostro secco, ricicla la carta stampata per poterla riutilizzare nel processo di fabbricazione di carta bianca.

DISEGNO Rappresentazione grafica (o cromatica) di forme e figure.

DISPENSA - FASCICOLO Numeri di una pubblicazione periodica (da U. Foscolo, 1814). Termine di derivazione francese, fascicule, si diffonde in Italia dall'inizio del XIX secolo.

DORATO Per quanto riguarda un libro, corrisponde all'estremità delle pagine, tagliate e pari, decorate in oro.

DORATURA [vedi Battirolo] Decoro non ordinario apporta la Doratura delle carte a' Libri che la meritano, quando sia fatta da perito artefice, e con oro fino, e non estremamente battuto; com'era quello de' nostri antichi; ma oggidì è quasi non usabile, non tenendosi insieme per l'eccessiva sottigliezza. Chi vuol vedere la differenza dell'antico dal moderno, osservi la doratura delle iniziali lettere in certi ben conservati Manoscritti in membrana, e anche in alcuni Esemplari delle prime Edizioni di varj Libri, e lo vedrà in essi ancor lucidissimo, unito ed intero, e a guisa di solido, dopo il corso di più secoli; non così certamente dopo altrettanti (se pure scorreranno) vedranno l'odierno i nostri posteri. Le dorature fatte in tempo umido poco riescono. L'oro d'Unghero, anche per tal faccenda, è inferiore a quel di Zecchino. L'oro falso, o sia ottone, avvilisce anzi i Libri, in vece d'impreziosirli; mentre poco dopo annerisce, o verdeggia. De' Libri impressi in carta assai sottile e floscia dorati, alle volte in vece di poter aprir le carte, si lacerano, come successe nelle Poesie rarissime Latine di Arias Montano d'un nostro Amico.

DORSO La parte della legatura a cui si applica la cuciture e che reca spesso il titolo e l'editore. Striscia che unisce i due Piatti di una Copertina di un libro (F. D'Alberti..., opera citata, 1797-1805).

DUCTUS Nella scrittura, indica il movimento esercitato nel tracciare le lettere e che determina la direzione del tratto. Il disegno del ductus dipende dallo strumento usato e dalla materia del supporto scrittorio. [Dal latino, letteralmente "tracciato"].

DUERNO Foglio di stampa di due carte, complessivamente 4 pagine o facce.

ECHOPPE Strumento usato per l'incisione all'acquaforte, costituito da un manico di legno e da una punta di metallo obliqua che permette di variare il segno variando l'inclinazione della punta.

EDITORE Derivato dal verbo editare, dal latino edere: dar fuori. Si intende per editore: "studioso che cura la pubblicazione di un'opera altrui" oppure "chi pubblica libri, riviste e sim." (da L.A. Muratori, 1750). In una stampa solitamente il suo nome si trova nel margine inferiore al centro subito sotto l'immagine seguito da exc. che sta per excudit, imp. che sta per impressit, div. che sta per divulgavit, ecc.

EDIZIONE "Pubblicazione di un'opera nuova o di successivi rifacimenti di essa, in un certo numero di copie" (menz. da T. Tasso nel 1575). Sinonimo anche di tiratura (v.). Il termine riguarda soprattutto la pubblicazione contemporanea del gruppo di stampe fatte. D'Autore: edita a spese dell'autore; Purgata: dove sono tagliate dalla censura le parti più oltraggiose; Bilingue: testo edito in lingua originale e traduzione a fronte; Integrale: edizione senza , tagli censori; In Brossura: edizione con la Legatura in Carta o Cartoncino leggero [vedi Brossura]; Ad Personam: edizione dove ogni copia pubblicata è dedicata a una singola persona; Anastatica: edizione che riproduce in facsimile un'edizione precedente; Ancipite: edizione senza note tipografiche; Anonima: edizione nella quale non viene pubblicato l'autore; Critica: edizione che, attraverso un lavoro di ricostruzione documentato dall'apparato critico, tende a presentare il testo di un opera nella forma più simile a quella concettualizzata dall'autore; Fuori Commercio: edizione non messa in vendita; Figurata: edizione con figure; Limitata: edizione in un ristretto numero di esemplari; Di Lusso: edizione rivolta agli appassionati bibliofili, particolarmente curata in tutto il suo apparato estetico; Numerata: edizione limitata a copie numerate progressivamente; Originale o Prima Edizione o Editione Princeps: Prima pubblicazione di un'opera a stampa riproducente il manoscritto dell'autore o il testo da lui approvato; Postuma: edizione pubblicata dopo la scomparsa dell'autore.

EDITIO PRINCEPS La prima edizione di un testo a stampa.

EDIZIONE L'insieme di tutte le copie di un determinato libro, in quel determinato formato tipografico (caratteri compresi), pubblicato da quel determinato editore-tipografo in quella determinata data (anche in intervalli di tempo successivi, come accade per opere in più volumi) e in quel luogo di stampa. Nel linguaggio editoriale moderno, fanno parte della stessa edizione anche le reimpressioni, purché identiche alle precedenti, anche se per '' prima edizione'' si devono intendere solo le copie pubblicate nella prima impressione. Per questo motivo, i collezionisti di prime edizioni moderne, danno molta importanza a diciture quali ''secondo migliaio, terza ristampa ecc..''

EDIZIONE COMPATTA Edizione economica, in caratteri stretti e minuti e con poco uso di bianchi, onde poter raccogliere molto testo in poche pagine.

EDIZIONE RIDOTTA - EDIZIONE COMPENDIATA Termini che indicano un' edizione di un'opera in forma volutamente non completa. L'edizione ridotta mantiene di solito le caratteristiche principali di un testo (la trama, lo stile, l'atmosfera generale), ma ne omette alcune parti ritenute meno significative. In genere vengono omesse del tutto le appendici, le note e allegati vari. Un' edizione ridotta non è quasi mai curata dall'Autore dell'opera. I motivi che conducono alla realizzazione di riduzioni sono vari: rendere più facile la lettura di un'opera omettendo le parti più difficili del testo, rendere accessibile l'opera stessa ad un pubblico più vasto e meno raffinato, rendere più economica la pubblicazione. Si tratta di edizioni poco amate dai bibliofili e dagli studiosi, per ovvi motivi. Un esempio tipico sono i romanzi distribuiti da ''Selezione dal Reader's Digest''. Il termine è usato impropriamente anche per indicare il riadattamento, destinato ai ragazzi, di classici della letteratura, ad. es. Moby Dick, o il Don Chisciotte. In questo caso i curatori non si limitano ad omettere parti di testo non idonee alla lettura infantile, ma piuttosto riscrivono l'opera secondo il loro gusto e secondo le necessità della letteratura per ragazzi.

EFFEMERIDE - EPHEMERA Libro nel quale un tempo si annotavano i fatti che accadevano giorno per giorno (da Efemeride menz. da S. Speroni, 1588). Voce di derivazione greca da: Ephemeris, Epi (con valore distributivo), hemera (giorno). Comprende opuscoli e pamphlet, programmi teatrali, menu di ristoranti, cartoline di vario tipo, poster ecc. Presso i collezionisti molti di questi oggetti hanno acquisito col tempo grande valore, di solito per la qualità grafica o per motivi storici.

EGUAGLIANZA DE' TOMI Pochi Legatori voglion prendersi la cura e la soggezione di ridurre a perfetta eguaglianza l'altezza de' Tomi. E pure sarebbe ciò necessario per la bella apparenza de' Corpi in molti di essi divisi; mentre fanno pur brutta mostra in vedersi un alto, e un basso, a guisa delle necessariamente ineguali canne degli organi.

ELZEVIRO Carattere tipografico di stile romano utilizzato dai tipografi Elzevir di Amsterdam, oppure articolo d'argomento artistico, storico letterario che un giornale pubblica in apertura di terza pagina (da Panzini, Dizionario età, 1931). La seconda accezione del termine prende origine dal carattere tipografico degli "elzevir" con il quale venivano stampate le III pagine del giornale.

EMBLEMA Segno grafico che rappresenta un'idea o una comunità, in qualche caso accompagnato da una sentenza. L'origine del termine deriva dalla collocazione di piccole decorazioni entro altre più grandi, per esempio la parte centrale più elaborata di un pavimento, oppure un rilievo di metallo nobile inserito in una coppa o in un piatto decorati.

EMICELLULOSA Sostanza simile alla cellulosa per struttura chimica ma più facilmente soggetta ad idrolisi ed ossidazione [vedi anche Cellulosa].

EMOZIONE Attivazione di un sentimento (commozione, impressione, agitazione, ecc).

EPITOME Compendio di un'opera vasta (menz. da P. Collenuccio, 1504). Termine derivato dal verbo epitomare: compendiare. Voce di derivazione latina Epitome[m] da epi-temnein: tagliare in superficie.

ERBARIO Volume in cui sono descritte piante, soprattutto medicinali e le loro proprietà (da P. Mattioli, 1577).

ERBE Adoprate per segnacoli, o poste a capriccio ne' Libri, sono ad essi nocive, comunicando loro il colore.

ERRATA CORRIGE Tavola che segnala gli errori di stampa di un libro, inserita in esso (da D. Bartoli, 1655).

ESEMPLARE [vedi anche Libro] Copia di un documento, nel caso particolare di un documento a stampa. Al termine esemplare si sottintendono numerose definizioni specifiche, tra le quali: Con Barbe; Dorato; Infinestrato: esemplare restaurato con rinforzi in carta ai margini esterni dei fogli; Interfoliato: esemplare dove tra due fogli stampati sono stati inserite due carte bianche; Intonso: esemplare ancora non rifilato al margine, o più specificamente esemplare ancora non aperto alle attaccature esterne dei fogli, dunque esemplare mai utilizzato per studio o per lettura; Marginoso: esemplare che ha larghi margini bianchi intorno al testo stampato; Membranaceo: esemplare scritto b stampato su Pergamena, [vedi voci].

ESOTERMICA Caratteristica della reazione chimica tra acido e metallo accompagnata da sviluppo di calore.

ESPRESSIONE La traduzione di stati emozionali dell'animo, o delle idee, in immagini. E' tanto più efficace quanto più è frutto della partecipazione dell'autore al motivo rappresentato e dell'adeguata applicazione degli opportuni mezzi tecnici esecutivi.

ESSICCATOIO Accessorio di laboratorio formato da diversi piani mobili, tenuti a castelletto, sui quali si lasciano asciugare i fogli stampati.

ESTETICA Settore della teoria fìlosofìca che tocca la ricerca e la definizione del bello in arte.

ESTRATTO Riproduzione di un atto o di un documento pubblico (menz. da M. Ricci, -1610). Da latino extrahere: trarre fuori.

ET AL. Abbreviazione della frase latina et alii (ed altri) usata nelle citazioni bibliografiche quando un libro è stato scritto da più autori.

EVIDENZIABILITÀ Caratteristica che esprime la capacità di un supporto, a parità di inchiostrazione, di rendere più evidente il segno stampato. Dipende sostanzialmente dal contrasto ottico (differenza di riflessione) tra l'elemento stampato (grafismo) e la carta (contrografìsmo).

EXC. - EXCT. - EXCUDIT Nelle stampe antiche indica l'editore o anche l'esecutore nel caso appaia un altro nome in qualità di editore. [Dal latino "dette alla luce" nel senso di "pubblicò"].

EX LIBRIS Voce latina che letteralmente significa "dai libri di". Nell'accezione più specifica del termine: nota scritta o cartellino incollato nell'interno della copertina o sul Frontespizio, con il nom o le iniziali del proprietario, spesso con fregi e motti (daC. Lozzi, 1881).

EXPLICIT Finisce, svolgere, [latino Liber explicitus: libro svolto sino alla fine, libro letto].

EXPERTISE Termine francese, più usato del corrispondente italiano autentica. È il documento rilasciato e firmato da un esperto, comprovante l'autenticità o meno di un'opera d'arte e di un libro. Se non è possibile precisare la paternità dell'opera, nell'expertise viene indicato almeno il periodo la scuola a cui questa appartiene. L'uso dell'expertise risale alla fine dell'Ottocento e notevole è la sua influenza sul valore commerciale dell'opera.

FACIEBAT - FECIT - FECT. - FEC. - F. Termine che appare nelle stampe preceduto dal nome dell'ideatore quando questo è anche l'incisore della lastra. [Dal latino "ha fatto"].

FACSIMILE Imitazione o copia esatta, impressa o incisa, di scritto, o normalmente riproducete manoscritti. Voce pseudolatina di provenienza inglese.

FACTOTUM Ornamento di qualsiasi natura, inciso su legno o su metallo, con uno spazio bianco al centro nel quale andrà poi inserita, a stampa o a mano, una lettera che funge da capolettera (lettera capitale). Comune nelle edizioni antiche. Può capitare di trovare copie di libri antichi con soltanto il factotum, senza la lettera capitale.

FALSA DATA Data di stampa non corretta. La falsa data può essere intenzionale, oppure casuale, per refuso tipografico. Qualora sia nota la data di stampa reale, sarebbe regola indicarla tra parentesi quadre accanto a quella falsa. Esempio: 1570 [1612].

FANCIULLI Per questi convien chiuder le Librerie, e nascondere i buoni e scelti Libri, imperciocché, avverandosi pur troppo del continuo il detto della Scrittura che stultitia colligata est in corde pueri (Proverb. 22, 15) siccome i fanciulli plebei per natural maligno istinto sono portati a diformare i prospetti delle imbiancate case, e delle colorate porte, o che so io; così gli applicati agli studj, come per lo più di civil condizione, per la stessa cagione sono incitati a schiccherare, ed isporcare, a tagliare, forare, e in altre guise a malmenare i Libri che adoprano, non perdonando agli stessi Sacri, coll'occasione di rispondere alle Messe, trattenendosi perciò innanzi nelle Sagrestie. Una volta mi abbattei in un ottimo Libro, cinquanta e più carte del quale erano ne' sottoposti margini regalate d'un ingiurioso titolo, sempre vario; segno evidente d'abusato ingegno in un di costoro. Abbondano i Libri antichi di figure ridicole, di sciocche postille, e massime ne' frontispicj, e ne' fini, d'inconditissimi schiccheramenti, oltre a' tagli, e alle profonde punture d'acuti ferri. Questa è la cagione funesta per cui, e. gr. il Virgilio Aldino del 1501 ch'è il primo Libro stampato in carattere corsivo, da Aldo inventato; che le Pistole Famigliari di Cicerone di tutte l'ottime antiche Edizioni, e altri Libri somiglianti, usati nelle Scuole, o non si trovino, o, se pur si ritrovino, sieno così rovinati, o mancanti, che eccitano nausea e dispetto ne' dilettanti. In varie Librerie e pubbliche e private si conservano preziosi Manoscritti in membrana deformati dal taglio de' principj dipinti, e delle iniziali miniate e dorate. Io vidi, e maneggiai un antico Breviario scritto eccellentemente in pergamena, con figure e miniature elegantissime per que' tempi, mancante di molte di esse (e saranno state senza dubbio le meglio conservate, essendo le rimase intere alquanto sparute ed offese). Ma un esempio in questa materia succeduto qui in Padova, molti anni sono, in casa d'un dotto uomo, che avea posta insieme una buona Libreria occupante un'intera stanza, tutti gli altri sorpassa. Alcuni insolentissimi figliuoli (de' quali è feracissimo il nostro secolo) di detto Signore, penetrando spesso nella paterna Libreria, anche in assenza del genitore, ed essendosi accorti che molti di que' Libri erano adorni ne' principj di belle figure, ed imprese intagliate dilicatamente sul rame, (come per lo più sono quei d'Inghilterra, e d'Ollanda) tutte col tempo le tagliarono, o staccarono, per adoprarle in fornire altarini, o in altri sciocchi e fanciulleschi usi. Di che finalmente accortosi il Padre, fu per morir di rammarico d'un tal gravissimo disconcio e danno, e di così enorme deformazione degli amati suoi Libri: e dopo d'averne fatti rappezzar varj alla meglio che per lui si poté, si sfogava tratto tratto cogli amici, fra' quali pur me computava, col raccontar loro un così funesto accidente. Ma dirà forse tal'uno: "Qual rimedio usar si dee per evitar somiglianti disordini? Forse si debbono somministrare a' fanciulli Libri di pessime e scorrette stampe (i quali anche al dì d'oggi non mancano), con pericolo che in vece d'imparare, s'imbevano di pregiudizi e di errori? questo sarebbe l'imitar colui che incidit in Scyllam, cupiens vitare Charybdim". A che rispondendo, dico in primo luogo, che convien porre in pratica il suggerimento della stessa Divina Scrittura immediatamente soggiunto alla sentenza poco sopra addotta intorno alla stoltezza de' fanciulli, cioè: Et virga disciplinæ fugabit eam: e visitando spesso i ripostigli de' loro Libri, ed accorgendosi di maliziosi deterioramenti di essi, farli loro costar cari col castigarne gli autori. Ovvero provveder loro Libri bensì d'ottima stampa, ma maltenuti, o mancanti ne' luoghi non necessarj; de' quali si abbonda già molto per grazia degli antichi lor pari; i quali con tal disordine avran cagionato almeno a' posteri questo opportuno rimedio, e ordine; imitando così (benché in modo affatto dissimile) coloro che serunt arbores quaæ alteri sæculo prosint; coll'aver rovinato a' lor tempi que' Libri che, usandosi a' nostri, vengano a preservare interi i scelti, i rari, e per la maggiore antichità di molto ancor più pregiabili, che tuttavia pur sussistono.

FANZINA pagine di appunti, foto, cartoline, organizzate con rigore logico, per argomento, in forma diaristica...

FARE ALLA PRIMA Eseguire il lavoro incisorio di getto, senza ritocchi né interventi successivi.

FASCETTA EDITORIALE La striscia di carta che nelle edizioni moderne si può trovare sopra la copertina, con indicazioni varie sul contenuto di un libro, i premi vinti, il successo ottenuto ecc..

FASCI Nel campo legatorio: Filetti [vedi voce] paralleli impressi utilizzando una sola rotella.

FELPA Sorta di drappo di seta alquanto simile al velluto: con essa si son legati in altri tempi Libri di conto, ma dalla bruttezza di tali antiche coperte, tutte spelate e deformi, si raccoglie, esser materia poco atta per tal ministero.

FELTRO Flanella che viene interposta fra il cilindro e il foglio per favorire la stampa calcografica cioè la riproduzione dei minimi segni scavati.

FERMAGLIO Borchia di pelle o di metallo utilizzata per chiudere i Piatti di un libro dal lato esterno al Dorso.

FERRO (legatura a ferri) Si intende per Ferro lo strumento metallico usato per imprimere decorazioni a secco sulla copertina di un libro.

FIBBIE Che volgarmente appellansi cappette, passetti ec. in apparenza pajono utili, ma in effetto riescon dannose, e per la ruggine, a cui son sottoposte, e che facilmente partecipano a' vicini Volumi, e perché segnano, e raspano le coperte de' medesimi nello estrarsi, e riporsi nelle scanzìe. Il loro uso si conserva utilmente soltanto ne' Libri liturgici.

FIGURATIVO Lavoro fondato sulla rappresentazione degli aspetti della realtà.

FILETTO Nell'accezione legatoria è il motivo decorativo ottenuto con l'uso della Rotella [vedi voce].

FILIGRANA (impornta luce o all’acqua) Marchio, disegno, che si rivela osservando in controluce la carta (da Fanfani Rigutini, Vocabolario, 1882). La carta utilizzata per la stampa dei volumi fino all'inizio del XIX sec, dunque fino all'avvento della carta di produzione meccanica, riportava quasi sempre 1 insegna filigranata della cartiera.

FILO Per cucire i Libri non sia troppo grosso, perché riempiendo più del dovere il mezzo de' fogli, o de' quinternetti, massime se son molti, rende mostruose le schiene de' Volumi: né troppo sottile, mentre riesce debole, e poco atto per faristar sodi i medesimi ne' loro siti.

FILONI Fili di ottone tesi ad intervalli regolari sul casso, cascio [vedi voce], paralleli al lato minore, su cui si intrecciavano altri fili più sottili e numerosi, detti vergelle, in modo da formare la base su cui si depositava la pasta di cellulosa fino a costituire il foglio di carta. Durante l'asciugatura rimanenevano impressi sul foglio, in tal modo, insieme alla filigrana, diventano gli elementi caratteristici per l'identificazione del formato di un libro.

FINALINO Sono le decorazioni, le linee, ed i caratteri ornamentali, posti a fine di un capitolo, o di un libro.

FINITURA SUPERFICIALE Termine generico con il quale si indica l'insieme delle caratteristiche superficiali della carta connesse con l'aspetto e il tatto della stessa. La finitura è una proprietà essenzialmente qualitativa che può essere apprezzata solo con l'occhio e con il tatto, ma non è suscettibile di misura. È tuttavia possibile distinguere un gran numero di finiture diverse tra loro.

FIORI Alcuni nel leggere van riponendo foglie di varj fiori qua e là ne' Libri, i quali perciò restano macchiati senza rimedio.

FIORITURA Macchia di umido, ossido e sim. (da G. Targioni Tozzetti, 1769).

FIRMA, DATAZIONE, TITOLO Nell'insieme anche segnatura (v.); unitamente alle indicazioni espresse per esteso o abbreviate (p.d.s.; p.d.s.; ecc.) ed alla numerazione se esemplare, devono essere apposte, autograficamente e a matita, in prossimità del margine inferiore o schiaccio della matrice; a sinistra il titolo, quindi le precisazioni di cui sopra si è detto e, da ultimo e verso il margine destro, la firma preceduta o seguita dalla data.

FLESSOGRAFIA - STAMPA FLESSOGRAFICA Procedimento di stampa diretto che fa uso di una forma da stampa rilievografica costituita da gomma o lastre fotopolimeri che. Fa uso di macchine rotative pluricolari alimentate a bobina. E' impiegato soprattutto per la stampa di imballaggi flessibili. E' adatto alla stampa su carta e su laminati plastici o accoppiati. E' utilizzato anche per la stampa di quotidiani.

FODERARE Occorrendo di dover foderare i frontispicj tarlati, o indeboliti per varj accidenti, come altresì le ultime carte de' Libri, si scelga per ciò carta somigliante, per evitare deformità.

FODERARE - FODERA Termine utilizzato nel restauro delle carte di un libro, quando si rafforzano tali carte con fogli di carta impastata.

FOGLIO Pezzo di carta di formato, spessore e dimensioni variabili per usi diversi (menz. da C. Angiolieri nel 1313). in particolare pagina di stampa (menz. da T. Tasso nel 1591). Dal latino foliu[m]: foglio.

FOGLIO DI GUARDIA - SGUARDIA Foglio bianco, o decorato (talvolta marmorizzato) inserito tra la Legatura di un libro ed il libro stesso.

FONDO Nel campo bibliotecario: In Biblioteca, un insieme di documenti, riuniti per la loro omogeneità di argomento o provenienti da una stessa donazione. - In incisione: Superfìcie su cui si sviluppa la figurazione. Elemento importante d'unità dei fattori di questa (fondino calcografico).

FONDO PERSO Espressione figurata con la quale si è alluso alle parti prospetticamente più lontane di un'immagine incisa, all'acquaforte in particolare; soprattutto se di paesaggio avvolto e parzialmente sfatto dalla pienezza atmosferica della luce; generalmente coincide con gli incavi più lievi di un intaglio a bulino e con quelli della prima o della seconda morsura di un'acquaforte incisa a morsure per coperture.

FORMA - FORMATO Nell'accezione tipografica: cavità racchiusa da pareti regolabili e dalla matrice, in cui si immette la lega fusa per ottenere caratteri mobili, linee intere, stereotipe (menz. da T. Garzoni nel 1585).Nell'accezione bibliografica per forma si intende la dimensione del libro secondo la piegatura dei fogli. Formato: dimensione fisica del libro, le dimensioni prendono il nome dalle piegature dei fogli di carta. In folio: oltre 38 cm.; In 4°: da 28 a 38 cm; In 8°: da 20 a 28 cm.; In 16°: da 15 a 20 cm.; In 24°: da 10 a 15 cm; In 32°; In 64°, In 128° etc.

FORMA DA STAMPA Elemento preparato in modo da ricevere e trasferire inchiostro sul foglio di carta o supporto da stampa. Possono essere: rilievografiche, planografiche, incavo grafiche, permeografiche. Possono essere ottenute con tecniche manuali, fotochimicamente o per incisione elettronico-meccanica.

FORME Que ste ne' Libri son varie secondo la piegatura de' fogli. La maggiore si chiama in foglio, e consta di due sole carte: in quarto, che di quattro: in ottavo, che di otto: in duodecimo, che di dodici: in sedicesimo, che di sedici: in diciottesimo, che di diciotto: in vigesimoquarto, che di ventiquattro: in trigesimosecondo, che in trentadue: in sessagesimoquarto, che in sessantaquattro: e alle volte per isforzo e somma industria dell'arte tipografica, in centesimo-vigesimottavo, in centoventotto; e a tutte si sottintende sesto, o modulo. In collocare le pagine, massime di notabil numero, nel torchio per imprimersi, ci vuole un non volgare accorgimento, e una particolare avvertenza e attenzione, e certamente non occorre aver troppo bevuto; altrimenti si erra con gran facilità: e per tali errori di mala situazione e collocazione di pagine quantunque i Libri non sieno del tutto mancanti e imperfetti, contenendo sostanzialmente tutta la lor materia, ad ogni modo restano diformati ed incomodi, convenendo a' lettori andar cercando qua e là le mal trasposte facciate, per poter continuare l'incominciata lezione. I proti, o capi delle stamperie, a cui incombe la retta collocazione delle pagine, se errano in ciò, per antica tipografica legge, debbon rifare a loro spese i fogli, che si dicon falsi. Le forme più decorose per le Librerie sono quelle di foglio, quarto, ed ottavo; molti Libri anche in dodici ci sono assai pregevoli, come sono gli Elzeviriani d'antichi Autori Latini, massime dal 1630 al 1640 o poco innanzi; e in sedici, come i Griffiani e i Tornesiani. Le minutissime, come sono varie Plantiniane, Cesiane, Janssoniane, Comeliniane, Elzeviriane, e che so io, servono piuttosto per letterati viaggiatori, i quali in un baule posson portare quasi un'intera Libreria, e per tal comodo debbon sapere buon grado a così industriosi stampatori, de' quali è già perduta quasi del tutto la razza.

FORNELLO SCALDALASTRE Necessario in laboratorio per dare calore alla matrice da lavorare e stampare. E' formato da una piastra metallica riscaldabile mediante elettricità o gas alle temperature desiderate (termostato).

FORZA DI CORPO - CORPO Nella terminologia tipografica: distanza massima tra la parte inferiore e superiore delle lettere (la dimensione di queste ultime).

FOTOINCISIONE Incisione su matrice metallica ottenuta con strumenti fotomeccanici. Non fa parte dell'incisione originale ma può assurgere a mezzo espressivo.

FOTOTIPIA Procedimento meccanico nel quale, dalla negativa fotografica, si ricava la matrice su lastra di metallo sensibilizzata (da Tommaseo Bellini. 1861). Parola di derivazione greca Photo: luce.

FOULAGE Termine francese. Indica l'effetto a rilievo che una pressione di stampa troppo elevata provoca sul verso del foglio di carta.

FOXING Macchie gialle o brune che si manifestano sulla carta. Sono probabilmente causate dallo sviluppo di un microrganismo. [Dall'inglese " fox" volpe, per il suo colore].

FUNGO Organismo simile alle piante ma privo di clorofilla, incapace, dunque, di trasformare l'anidride carbonica in sostanza organica.

FRAKTUR La forma più diffusa di alfabeto gotico.

FRATE Pagina di foglio rimasta in bianco per inavvertenza del tipografo.

FREGIO Ornamento, termine utilizzabile sia nell'accezione legatoriale, sia nell'accezione dell'abbellimento estetico del supporto tipografico di un libro. Dal latino phrygium.

FRONTESPIZIO [latino Frons e Specere: Fronte e Guardare].E' la prima pagina stampata e che contiene autore, titolo, editore o stampatore, luogo e data di stampa e, spesso la marca tipografica (logo). Il primo esempio di frontespizio si ha nel Calendario di Regiomontano (autore) del 1476 e successivamente da frontispicio, menz. da P. Sarpi, 1619.

FRONTISPICJ Questi dagli antichi si facevano troppo semplici: da molti moderni si fanno troppo pieni e prolissi, e perciò riescono goffi, e poco graditi ad occhio perito e amante della buona simmetria. Plausibil consiglio è quello di accennare in una facciata dirimpetto ad essi, succintamente le cose più notabili contenute nel Libro. Il far eleganti e ben'architettati Frontispicj ricerca considerazione, buon gusto ed ingegno. Intorno all'abuso d'imbrattarli co' nomi di varj possessori, e donatori, con numeri, lettere, cancellature, bolli, arme, cartucce incollate, e che so io; (cose tutte di pessimo gusto, e che indicano poca stima e amore pe' Libri).

FROTTAGE Procedimento che consiste nel riprodurre il rilievo di un oggetto (una moneta, un pezzo di stoffa o di cartone ondulato, ecc.) stropicciandolo attraverso un foglio di carta in maniera da far apparire la sua forma. Il frottage usato in principio dai bambini è stato utilizzato per la prima volta nel 1925 dal pittore Max Ernst. Altri surrealisti useranno questa tecnica, incorporando l'oggetto così trasposto in una composizione grafica (collage, pittura, disegno).

FUMMO Alcuni leggono e studiano in luogo dove si fa fuoco, e per conseguenza spesso succede fummo; il quale, col tempo, non solo annerisce le coperte, ma anche gli orli, e in parte i margini de' Libri; onde è cosa da fuggirsi.

FURTI Le iscrizioni, e cartelli, o titoli de' Libri rari, e assai ricercati sogliono dar ansa a rubargli; e però alcuni al presente son di parere, che sia meglio a numerarli solamente e segnarli con semplici lettere per ritrovarli opportunamente per via de' Cataloghi, del che si parlerà in altro luogo, bilanciando il danno e l'utilità di questa nuova invenzione. Per ora si dirà che dagl'ignoranti ladri si rubano senza alcuno discernimento Libri buoni, e cattivi; rari, e comuni; scompagnando alle volte Corpi preziosi constanti di molti Volumi; lo che seguirà tanto più da qui innanzi per la gran quantità di essi. I ladri eruditi e pratici de' buoni Libri tirano a' migliori, e a' rarissimi; come facea, pochi anni sono, in Italia un certo mariuolo vestito da Cavaliere, portante sotto 'l mantello di scarlatto un sacchetto pendente dal collo sulla schiena, il quale, essendo egli lasciato solo nelle Librerie, per la fidanza che di lui s'avea, riempiva intanto a suo talento de' Libri o allora, o in altro tempo in esse adocchiati; partendosi dopo di ciò senza dare un immaginabile indizio di così sottil foggia di ladroneccio. In certa Libreria antica, ancora con banchi, sovra de' quali stavan coricati i Libri, fornita di ottimi Manoscritti, fu da certo forestiere tagliato in uno di essi con rasojo (potendosi a ciò applicare il versetto 4 del Salmo 51 novacula acuta lecit dolum) un raro inedito Opuscolo; pubblicato poscia ultra montes, senza accennare donde si fosse tratto. Del che finalmente accortosi l'erudito Bibliotecario, guardava di là innanzi con grande attenzione alle mani di coloro che visitavano la detta Libreria, dicendo alle volte lepidamente ad alcuni che non si stupissero di sua attenzione, e vigilanza, perché correva, a parer suo, appresso a certi Letterati un'eresia, che fosse anzi merito, che peccato, a rubar Libri ad un tal genere di persone. Avendo un gran Personaggio notificato ad altro più grande di lui l'acquisto fatto d'un Volume inedito di celebre Scrittore, e di materie gelose; questi volle andarlo a vedere un dì nel proprio ripostiglio. Credendo il possessore di dargli su le mani per presentarglielo, si scovre esser un Libro di fogli bianchi, della stessa mole, altezza e coperta del Manoscritto. Sottilissima astuzia, e molto meditata da ingegnosissimo ladro, che apportò incredibil cordoglio e confusione a chi era persuasissimo di possedere quell'unico e prezioso Volume. In celebre Città d'Italia, in una Libreria diReligiosi si trovava un picciol geloso Libro, molto desiderato da un Signore di gran portata; fattolo chiedere da esso con efficace istanza a' possessori, fugli negato. Il nitimur in vetitum, cupimusque negata, ebbe tanta forza, che il fece loro involare. Ma dopo qualche tempo fu inviata una gran cassa a que' Religiosi (un de' quali raccontò a me il fatto) contenente un de' più insigni e numerosi Corpi che adornino le Librerie, e si venne a conoscere esser quella la generosissima compensazione dell'accennato picciolo furto; il quale rimase perciò del tutto approvato. Voglia il Cielo che i furti librarj sieno a questo almeno alcun poco somiglianti!

FUSAGGINE Materiale da disegno fabbricato a partire da un carbone di legno friabile e semicarbonizzato. I tipi di legno usati più frequentemente oltre alla fusaggine sono il salice, il tiglio, la betulla, il noce e il prugno. La fusaggine esiste sotto forma di gessi, di matite e bastoncini. L'uso della fusaggine risale alla preistoria.

FUSTELLO Forma di filetti d'acciaio riproducenti una determinata sagoma con cui si incide e taglia carta, cartoncino, etc.

GARAVELLA [vedi Colla Animale].

GATTI Questi infestano le Librerie col natural loro vezzo di aguzzarsi l'ugne principalmente sulle carte, godendo di quel fragore che in ciò da esse si forma; graffiandole spesso malamente: e colla loro pestilente orina: benché da un altro canto, le tengano riguardate da' sorcj, d'essi ancor più dannosi. Il Petrarca perciò tenea carissima una sua Gatta, il cui scheletro, celebrato con versi, ancor si vede in Arquà, Villa del Padovano nella casa già da esso abitata.

GENERALIA Con questo termine si indicano quei lavori il cui contenuto non rientra in alcun argomento specifico.

GESTALT Termine tedesco che significa "figura", "forma", "struttura", entrato nell'uso italiano per designare la psicologia della forma.

GILLOTAGE [vedi Zincografia].

GIRO (angolo) Piano geometrico misurato da 360°, equivalente a due angoli piatti. Si tiene conto di un buon numero di giri per preparare la base per il mezzotinto.

GIUSTEZZA La lunghezza della linea di composizione.

GIUSTIFICAZIONE L'aggiunta di spazio intercalato (tra parola e parola) allo scopo di colmare perfettamente la giustezza della linea (in modo cioè da rendere le linee di stampa tutte uguali e perfettamente allineate sia a destra che a sinistra).

GLITTICA Antica arte di incidere le pietre dure.

GLOSSA [vedi Nota] annotazione al testo, marginale o fra le righe, di tradizione biblica e giuridica.

GIUSTIFICAZIONE L'aggiunta di spazio intercalato (tra parola e parola) allo scopo di colmare perfettamente la giustezza della linea (in modo cioè da rendere le linee di stampa tutte uguali e perfettamente allineate sia a destra che a sinistra).

GOFFRAGE Nelle prime prove delle incisioni, l'effetto di bassorilievo che si vede al verso del foglio.

GOLA Termine legatoriale "scanalatura, eseguita all'interno o all'esterno del Piatto" destinata ad accogliere il nervo per non produrne l'affioramento nella copertina.

GOMMA ARABICA Sostanza ricavata dalla resina di varie specie di Acacia diffuse nel Medio Oriente, ha una leggera colorazione giallo-bruna. In Litografia se ne sfruttavano le qualità idrofile per aumentare l'assorbimento di acqua delle parti non disegnate della matrice di pietra. Nelle stampe antiche è spesso presente a seguito di qualche piccolo restauro sommario; questo adesivo, utilizzato fino ai primi del'900, produce delle macchie sull'opera che fortunatamente si possono eliminare con un intervento di restauro.

GOMMA LACCA Resina di alcune varietà di fìcus (delle indie orientali), reperibile in commercio a scaglie.

GORA - ALONE Traccia di sudicio.

GOTICO, CARATTERE E' il carattere tipografico usato in Germania fino al XIX secolo. Imita la scrittura gotica ed è usato in gran parte dei primi incunaboli.

GOUACHE Tecnica pittorica il cui legante è la gomma. La gouache si basa sull'utilizzo di pigmenti mescolati con vari tipi di bianco: d'argento, di zinco, di piombo, di gesso. L'effetto è opaco coprente.

GRADAZIONE - TONO Colorazione considerata come chiaroscuro, facendo astrazione dalla Colori differenti possono risultare uguali di gradazione.

GRAFFA Nella Legatura di un libro è una parte del Fermaglio [vedi voce].

GRAFICO Attinente alla trascrizione di immagini mediante segno convenzionali (disegno a matita,a penna,ecc.) ovvero all'uso di scrittura (lettere, ecc). Anche pertinente alle tecniche e ai processi di stampa (arti grafiche).

GRAMMATURA Peso della carta espresso in grammi e riferito all'area di un metro quadro.

GRANA Termine che definisce la superficie di una carta e anche della pelle marocchino (nelle descrizione delle legature). Generalmente, una carta molto liscia al tatto, di grana finissima, sarà apprezzata per la pratica della pittura a guazzo; in compenso, una carta più rugosa, di grana più spessa, è molto indicata per l'acquerello.

GRANITURA Azione attraverso la quale si rende leggermente rugosa la superficie liscia di una pitra litografica. La granitura della pietra litografica sì ottiene strofinando l'una contro l'altra due pietre della medesima qualità, tra le quali è stata sparsa sabbia finissìma impregnata d'acqua.

GRAZIE I tratti terminali delle varie lettere.

GRECA Motivo ornamentale, costituito da elementi geometrici che si ripetono in modo costante.

GROTTESCHE Nome dato alle pitture fantastiche e oniriche scoperte in Italia nel XV e XVI secolo nelle rovine (chiamate grotte) risalenti all'antichità. Per estensione, si designa col nome di grottesca ogni opera d'ispirazione fantasmagorica o stravagante.

HAYTER (tecnica di) Metodo di incisione a più livelli di una sola matrice spessa quanto serve. Questa, inchiostrata con rulli duri, semiduri e morbidi, ciascuno caricato con un colore, è posta in condizione di fornire la stampa a colori.

KENAF Pianta annuale usata come fonte di materia prima fibrosa. E' un arbusto che cresce con facilità anche in terreni poveri d'acqua.

IBIDEM - IBID. "Nello stesso luogo" riferito all'identità e alla posizione del testo citati in precedenza. Citazione che si riferisce alla stessa pagina cui si è fatto riferimento nella citazione precedente.

ICONA Termine derivato dal greco "eikón", immagine. Si tratta di immagini pie dipinte su un supporto di legno, caratteristiche dell'arte bizantina. Ritroviamo una tradizione di pittori di icone nei Paesi in cui la religione ortodossa è fortemente rappresentata: Grecia, Russia, ecc.

ICONOGRAFIA Questo termine designa oggi una disciplina che s'interessa a tutte le immagini relative a un soggetto (dipinti, disegni, fotografìe, incisioni, riproduzioni, ecc). Ma, nel suo senso primo, l'iconografia è più esattamente lo studio descrittivo delle rappresentazioni di un uomo famoso. Per esempio, l'iconografia di Luigi XVI studia l'insieme dei suoi ritratti, in pittura, in incisione, ma anche sulle monete.

IDEM - ID. "Lo stesso", nelle note bibliografi che, quando vengono citate opere diverse di uno stesso autore nelle note successive alla prima nota, invece di ripetere il nome dell'autore, si usa Id. oppure Idem, seguito dal titolo dell'opera.

IFA Unità filamentosa che compone il micelio del fungo.

IGROSCOPICITA' Attitudine di un corpo o di una sostanza a subire mutamenti di aspetto o dimensione in seguito all'assorbimento di umidità.

IGROSCOPICO Proprietà di una sostanza o miscela di sostanze capaci di assorbire acqua sia allo stato liquido che allo stato gassoso.

IMBARCATURA Deformazione (a conca o a fondo di barca) della lastra metallica sottoposta a riscaldamento o a pressione eccessiva.

IMBRACHETTATURA Intervento attuato sulla piega del foglio, per mezzo di strisce di carta, per equilibrare lo spessore del Dorso e quello dei fogli del libro.

IMPAGINAZIONE Lavoro del tipografo che ordina i vari elementi di uno stampato formando le pagine (menz. da G. Carducci nel 1895).

IMPENSIS Analoga a "sumptibus" e "aere", si trova associata al nome latinizzato al genitivo della persona che finanzia una pubblicazione. [Dal latino, dal verbo "impendere" ossia spendere].

IMPRESA Figura, accompagnata o meno da una frase (motto) spesso collegata per significato, che esprime in maniera allegorica un pensiero. Viene scelta da un personaggio, da una famiglia, da uno stato o da un ente come segno distintivo tanto da diventarne lo stemma.

IMPRESSIT - IMP. Nelle incisioni precede il nome dello stampatore. [Dal latino "stampò"].

IMP. LITH. Nelle litografie precede il nome dello stampatore. [Dal latino "stampò litograficamente"].

IMPRIMATUR Voce latina che in italiano significa letteralmente "Si Stampi". Formula della licenza di stampare un libro sottoposto all'autorità del censore religioso (da Tommaseo Bellini, 1865).

IMPRONTA Lo schiacciamento della carta determinato dallo spessore perimetrale della matrice all'atto e per effetto della pressione.

IMPRONTI [vedi Arme].

INARCARE S'inarcano le coperte de' Libri per la troppa economia usata da' legatori nel coprire i Cartoni di essi con pergamene, e pelli troppo picciole, tirandole a forza, dopo d'averle perciò bagnate, affinché arrivino all'intento loro: le quali poi asciugandosi, fanno inarcar le coperte. Di ciò poco si accorgono i padroni de' Libri quando vengono portati loro da' legatori, perché tenuti alcun poco stretti ne' torchj, per qualche tempo stanno bassi, e a segno; ma essendo esposti all'aria, manifestano un tal'enorme e disgustoso difetto; in tal caso (che non è raro) ci vorrebber le già disusate stringhe per chiuderli e rinserrarli; o almeno si tengano strettissimi nelle scanzìe; quando pur non si voglia farli rilegare. S'inarcano ancora le coperte de' Libri, benché senza un tale difetto, al vento, al Sole, ed al fuoco; dalle quali cose convien diligentemente guardarli.

INCARTOCCIARE Moltissimi non sanno leggere senza incartocciare i Libri, cioè senza rivoltare gli angoli de' fogli o dall'una, o dall'altra parte, così ne' margini di sotto, come di sopra; con notabile pregiudicio di annerimento, di logorazione, di tarli, e d'altri insetti, introdotti per le fissure formate da tai cartoccj; i quali dagli amanti de' buoni Libri, coll'occasione di registrarli, vengon disfatti, per rimedio degli accennati disordini.

IN. - INV. - INVENIT - INVENTOR Abbreviazione posta sulle incisioni litografiche o calcografìche per indicare il nome dell'ideatore del disegno (che può essere diverso da quello dell' incisore).

INC. - INCID. - INCIDIT - INCISOR Abbreviazione posta sulle incisioni litografìche o calcografìche per indicare il nome dell'incisore del disegno (che può essere diverso da quello dell'ideatore del disegno stesso).

INCHIAVARDATA Lettera alfabetica con tratti comuni a un'altra, oppure inscritta in una più grande. Lettere inchiavardate si trovano soprattutto nei manoscritti medievali, in particolare nelle iniziali.

INCHIODARE Occorrendo d'incassar Libri legati, o sciolti, a chi non istà ben avvertito, occorre nel serrare con chiodi la cassa, di forare e lacerare con essi parecchi Libri, con lor detrimento notabile.

INCHIOSTRO [Dal latino Encaustum o Atramentum: bruciato]. I primi inchiostri erano soluzioni a base di fuliggine e legno bruciato [vedi anche Bistro]. Inchiostri metallo-gallici: tipo di inchiostri utilizzati a partire dal sec. XII. Ne esistono numerose ricette, solitamente a base di acido gallico, solfato di ferro o di rame e gomma arabica. Freschi sono di un colore grigio scuro, tendente al viola; invecchiando vanno dal bruno cupo all'arancio chiaro. Degenerano rapidamente e, a causa della loro acidità, distruggono le fibre della carta corrodendole.

INCHIOSTRO DA SCRIVERE Quello fatto col vetriolo si leva coll'acqua forte, quando venga l'opportunità di purgar Libri scelti, da esso imbrattati, mentre essa tiene grand'antipatìa co' metalli, (trattone l'oro) e co' metallici, de' quali uno è il vetriolo. Ma quello fatto col negro fummo, o con altro argomento, resiste a detta acqua, si sparge, e si dilata; e così in vece di nettar i Libri dalle sciocche e inutili scritture, viepiù anzi si sporcano. [vedi Acquaforte].

INCHIOSTRO DA STAMPA Dio ci liberi dalla malizia di que' torcolieri che per fuggir fatica, o per ammollire la tenacità dell'inchiostro, mescolano in esso olio crudo di qualsisia sorta! mentre i Libri con esso stampati, nel battersi da' legatori anche dopo lungo tempo restano tutti offuscati, comunicandosi vicendevolmente l'impressione. Questa è disgrazia frequente nelle stamperie, e toccò anche a varj Libri nella Cominiana, come al Cornelio Celso della prima nostra Edizione, all'Opere Volgari del Sanazzaro, e a qualch'altro. Abbiamo noi un Eutropio in 8 impresso nel celebre Teatro Seldoniano d'Oxfort, rovinatissimo per tale (così giustamente si può appellare) assassinio del torcoliere, o del componitor dell'Inchiostro; che di questi ancor può esser la colpa, per ischifar la briga di far ben cuocere l'olio di lino, perché ci vuol molto tempo. Convien però di più avvertire che anche i Libri stampati con inchiostro legittimo, battuti o subito, o poco dopo d'essere terminati, producono lo stesso cattivo effetto; onde nell'uno, o nell'altro caso i diligenti legatori, dopo d'averne fatta la pruova, scorgendo il bisogno, battono i fogli stampati inseriti in altrettanti bianchi, di carta per altro ordinaria, e con poca colla, cosa che tutti i legatori non sanno fare a perfezione per varj rispetti.

INCIPIT Voce latina che tradotta letteralmente significa: comincia, avvolgere. Parola iniziale del proemico o l'inizio degli antichi codici manoscritti. Il suo uso scompare agli inizi del 1500.

INCISIONE Arte e tecnica dello scavare la matrice da stampa. L'incisione calcografica, cioè su metallo si attua con processi diretti e indiretti. Si tratta di tracciare, o produrre con acidi, i solchi corrispondenti al disegno-immagine da ripetere nel numero di copie desiderato. Incisione vuol dire anche prodotto ottenuto, ossia il foglio impresso. L'incisione si suddivide in tre grandi gruppi: in rilievo, in piano, in incavo. In rilievo: occorre togliere dalla superficie originariamente piane tutte quelle parti che dovrebbero risultare piane. Praticamente vengono stampati i segni e gli spazi che rimangono, i quali sono in rilievo rispetto alla parte che è stata tolta. Tale metodo, detto anche del risparmio (appunto perché risparmia i segni da stampare), comprende varie nomenclature, spesso quanti sono i materiali da incidere: xilografia, linoleumgrafia; su piombo, per i cliché tipografici al tratto e i caratteri tipografici; e altre matrici in vari metalli, oppure resine e plastiche. Gli elementi stampati sono approfonditi, incavati rispetto agli elementi non stampati e a profondità e a larghezza diversa. Per indicare questo metodo di incidere in incavo sui metalli, specie su rame e zinco, e di stampare, poi, più copie di queste incisioni si usa il termine generico di "calcografìa" e comprende le seguenti tecniche: acquaforte, puntasecca, bulino, acquatinta, maniera nera, cera molle e altre tecniche meno ortodosse ma sempre del gruppo calcografico. Incisione diretta: si compie agendo con gli arnesi a punta sulla lastra di metallo nudo; Incisione indiretta: s'usa il mordente adatto, che corrode i tratti lasciati scoperti dalla punta sulla preparazione cerosa del metallo.

INCISORE Che esegue l'incisione di una lastra da utilizzare come matrice per la stampa di immagini. In una stampa solitamente il suo nome si trova nel margine inferiore a destra subito sotto l'immagine seguito da inc. che sta per incidit, sculp. che sta per sculpsit, fec. che sta per fecit, ecc.

INCORNICIATO Si utilizza il termine quando le pagine a stampa o le figure di un libro sono abbellite all'esterno da una cornice incisa. Termine utilizzato anche nel campo della legatoria quando la cornice è impressa sui Piatti [vedi voce].

INCUNABOLO [latino In Cuna: in culla]. E' il libro stampato sino al 31 dicembre 1500. Voce derivata da C. Van Benghem nel 1688: Incunabula tipographyca. Il termine fu usato per la prima volta nel 1639 da Von Mallinckrodt nel suo trattato "De Ortu et Progressu artis typographicae". In tutto il mondo si conoscono 450.000 incunaboli, dei quali 110.000 in Italia. All'occorrenza, oltre che i primi libri a stampa (dai tabellari fino agli aldini) anche le incisioni silografìche tra il 1300 e il 1400, quelle calcografiche, incise a bulino, nei primi 60 anni del XV sec; all'acquaforte fra il 1500 e il 1580.

INDICE - METTERE ALL'INDICE Elenco ordinato dei capitoli o delle parti di un libro per agevolarne la ricerca (menz. in L. Ariosto, 1532). Mettere all'indice: porre un'opera nell'indice dei libri proibiti [vedi voce e anche in Tommaseo Bellini].

INDICE DEI LIBRI PROIBITI Accanto a questa forma di censura, la Chiesa provvide anche a pubblicare un indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorium), un catalogo di testi di varia natura i cui contenuti erano contrari all'ortodossia, all'autorità del Papa e dei Vescovi oppure sconsigliabili moralmente. Si trattava anche questo di un particolare provvedimento per contenere la diffusione dell'eresia luterana attraverso testi stampati con il nuovo metodo dei caratteri mobili di Gutemberg.

INDICI O sien Cataloghi delle Librerie siccome son necessarj, e quasi l'anima di esse, così a farli bene è cosa difficile e laboriosissima. La maniera più utile è il notare gli Autori per i lor cognomi posti per esatto alfabeto; perché essendo i cognomi per lo più unici e singolari, l'occhio sopra essi poco dee scorrere; laddove registrandosi per nomi, questi alle volte sono replicatissimi, e prima di ritrovar l'Autore che si cerca, conviene scorrerli presso che tutti. Quando però i nomi non sien tanto celebri, che non solo equivagliano a' cognomi, ma che da lungo tempo abbiano come loro tolto la mano, e gr. si nota più tosto Dante, che Aligbieri, ec. E i Santi si registrano piuttosto per via di nomi, che di cognomi, per la stessa ragione. I Cataloghi che debbon servire a pubblica utilità, è cosa utile che non solo registrino i Libri da sé degli Autori, ma accennino anche gli Opuscoli di essi sparsi qua e là in altri Libri; e in tal genere sono quelli delle Librerie del Cardinale Imperiali, del Marchese Capponi, e del Sig. Giuseppe Smith, i due primi pochi anni sono stampati in Roma, e questo terzo recentemente in Venezia; tra' quali quel del M. Capponi, benché il più scarso, è il più ragionato, cioè adorno di utili notizie intorno agli Autori, e alle Edizioni di loro Opere. Da un altro canto, volendo tessere un Catalogo per far vedere il numero, il valore, e la preziosità de' Codici, questi pajono poco a proposito, per essere ingombrati di troppe citazioni e notizie; per le quali i Libri restano come soffocati ed oppressi, per non dir perduti di vista: crescono i Volumi, a dismisura, di prezzo, e divengono per conseguenza poco esitabili, contra l'intenzione di chi li fa tessere, che è certamente affinché vengano da molti scorsi, e gustati. Nel presente mio ho tenuto una via di mezzo, fermandomi alcune volte in osservazioni utili o intorno agli Autori, o a qualche lor Opera; che se avessi voluto imitare i riferiti col citare gli Opuscoli ec. avrebbe ecceduto forse la mole d'alcuno di essi. Molte altre avvertenze ci sarebbero in materia di buoni Cataloghi, che per brevità si tralasciano.

INDICE DEI LIBRI PROIBITI (Index librorum prohibitorum) Elenco di libri dei quali è vietata la lettura ai Cattolici secondo specifico decreto della Santa Sede. Il primo I. fu pubblicato nel 1557 per volontà di Paolo IV, e la sua pubblicazione è proseguita fino ai giorni nostri, curata dalla Congregazione del Sant'Ufficio. Nel 325, il Concilio di Nicea proibì la lettura delle opere di Ario: è il primo caso di libro all'indice di cui si ha memoria. Fino al XVI secolo, però, le proibizioni di questo genere furono occasionali e spesso più promosse da predicatori locali che favorite ufficialmente dalla chiesa. Celebri i roghi di libri voluti dal Savonarola. Solo con l'avanzare della Riforma la Chiesa ritenne opportuno organizzare ufficialmente una lotta contro i libri anticattolici. Nel primo Index, otre ad autori, titoli, ed opere anonime, si citavano anche gli editori colpevoli di aver pubblicato opere eretiche. La Congregazione dell'Indice fu istituita nel 1571, seguendo le indicazioni del Concilio di Trento del 1562. Il regolamento e la composizione della Congregazione fu rivisto e modificato da papi successivi, fino a Leone XIII nel 1897. Benedetto XV la soppresse nel 1917, trasferendo le sue attribuzioni alla Congregazione del Santo Ufficio. Il diritto canonico contiene leggi che specificano le modalità di condanna dei libri ritenuti dannosi all'integrità della dottrina cattolica. La condanna più solenne è quella fatta con Lettera Apostolica, la condanna minore è quella fatta con la formula del ''donec corrigatur'', che indica che il libro è proibito ai cattolici fino al momento in cui non sarà corretto. La formula ''opera omnia'' stabilisce la condanna di tutti gli scritti di un determinato autore. Secondo il diritto canonico classico chi legge un libro proibito, soprattutto se la condanna è avvenuta per Lettera Apostolica, incorre ipso facto nella scomunica, che colpisce anche gli editori degli stessi libri.

INGRANAGGI DI DEMOLTIPLICA Sistema di ruote dentate, ingranate, atto a modificare, secondo un dato rapporto, i giri del comando necessari per spostare il piano di stampa, e ridurne lo sforzo a vantaggio della manovra.

INIZIALE - CAPOLETTERA Lettera intesa come la prima di un libro, di un capitolo o di un paragrafo. Talvolta le iniziali danno un notevole apporto alle qualità artistico tipografìche di un libro. Tra le diverse tipologie di iniziali, con valenza artistica troviamo Figurata: iniziale con lettera composta di personaggi o animali che stilizzati compongono la lettera; Filigranata: iniziale inserita in arabeschi; Fiorita: iniziale abbellita da decorazioni vegetali; Istoriata: quando all'interno dell'iniziale viene riprodotta una scena; Decorata: iniziale abbellita da elementi ornamentali; Parlata: quando l'iniziale del testo, abbellita da una scena riproduce in quest'ultima anche la visualizzazione iconografica del testo scritto: Zoomorfa: lettera che riproduce le sembianze di un animale [vedi voci].

INSEGNA - INSEGNA FIGURATA Dal latino insigne: contrassegno. Il Logo di un tipografo, [vedi anche Marca (tipografica)].

INSETTI Tenendo i Libri aperti, restano esposti all'infestazione, e alle ingiurie di varj insetti, e principalmente delle sporche e insolenti mosche, che alle volte ricamano tutti i frontispicj di essi co' loro escrementi; alcuni de' quali facilmente si levano: altri riescono indelebili. I Naturalisti sapranno addurre di ciò la ragione.


Galleria Associazione Cubiarte, Andrea De Simeis | cubiarte@gmail.com

Torna ai contenuti | Torna al menu