CUBIArte, Andrea De Simeis


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Glossario AB - CR

Rubriche...

GLOSSARIO ESSENZIALE
della Stampa della Carta e del Libro

Più opera completa ' Del furore d'aver libri' dell'abate Gaetano Volpi circa "Le varie avvertenze utili e necessarie agli amatori de' buoni libri disposte per via alfabeto"

ABBOZZO [vedi Schizzo].

ABOMINARIO Si chiama così il libro che raccoglie le varie formule di scomunica.

ABRASIVA Qualità della carta o della tela, ricoperta di materia dura granulosa, idonea a consumare e a levigare le lastre di metallo.

ABRASIONE Da Raschiatura (O. Targioni Tozzetti, Dizionario Botanico Italiano, Firenze, 1809). Terminologia nel campo bibliografico: cancellatura ottenuta dal raschiare il testo da supporto scrittorio (la carta).

ABRIDGED - ABRIDGMENT Termini inglesi usati per indicare edizioni ''ridotte'' o ''compendiate'' di un'opera.

ACCIAIATURA Da Acciaiare (Savary, Dizionario del Commercio, Venezia, 1770). Nell 'accezione bibliografica: operazione utilizzata allo scopo di rendere, nel procedimento delle incisioni su rame, le lastre più resistenti, ricoprendo queste ultime con un sottile strato di acciaio (deposito di ferro puro) mediante elettrolisi. Si sovrappone sulla matrice incisa una pellicola di metallo più duro; per prevenirne il degrado e poter ottenere un maggior numero di esemplari freschi: ramatura su zinco, cromatura, nichelatura e cobaltatura su rame, soprattutto per matrici elaborate a punta secca e maniera nera o mezzotinto.

ACCIUGAIO Termine oggi poco in uso, con il quale si indicava un tempo un libro di nessun valore commerciale o culturale: buono solo per incartare acciughe.

ACCIUGHINA Insetto roditore di carta, noto come ''pesciolino d'argento'', che vive soprattutto nei vecchi libri.

ACEFALO Libro o manoscritto privo dei primi fogli (frontespizio, antiporta, carte bianche).

ACHEVÉ D' IMPRIMER Termine francese che indica il colophon [vedi voce] o qualunque testo contenente tutti gli elementi tipografici alla fine di un volume.

ACIDATURA [vedi Morsura].

ACQUA [vedi Pioggia].

ACQUAFORTE (incisione all') Incisione in incavo su metallo. Eau - fort; così gli alchimisti denominavano l'acido nitrico che sin dal lontano MedioEvo gli artigiani armaioli utilizzavano per damaschinare e ageminare le armi bianche e le armature. Acquafortis; termine impiegato nel XIV secolo per definire l'acido nitrico. Principale tecnica indiretta dell'incisione. Da "Intaglio d'Acquaforte" (M. Buonarroti il giovane, 1618). Nell'accezione dell'arte grafica la tecnica consiste nel f issare un disegno sul metallo grazie alla morsura di un acido, allo scopo di riprodurlo su carta. Di solito come mordente viene utilizzato l'acido nitrico. La lastra che serve da matrice al disegno è un foglio di rame o di zinco, spesso di pochi millimetri, ricoperto da vernice protettiva. E' su questa pellicola che viene effettuato il disegno con una punta d'acciaio. In tal modo i soli solchi così tracciati saranno attaccati dall'acido e riceveranno l'inchiostro al momento di subire la pressione del torchio, operazione che avrà luogo dopo che la lastra sarà stata ripulita dalla vernice. La tecnica all'Acquaforte può essere ulteriormente affinata per mezzo di ritocchi al bulino o alla puntasecca.

ACQUA FORTE Utilissima è una tal'Acqua per le Librerie, mentre con essa si levano le inutili scritture che spesso deformano gli ottimi Libri: si mondano le coperte loro di pergamena, levandone dalle schiene i replicati titoli, numeri, e che so io. Bisogna però avvertire che sia legittima, e di Zecca, fatta apposta per partire i metalli; altrimenti riesce inefficace, e promuove, come suol dirsi, senza risolvere; cioè fa ismarrire alquanto la scrittura, e divenir rosseggiante, o gialliccia, e non levandola, viene piuttosto a viepiù deformare gli stessi Libri. Una tal forza acquista essa dal nitro, di cui è composta; del quale Chi gli ha dato tal proprietà, dice per Geremia 2, 21: Si laveris te nitro, maculata es. Asterse che sieno le dette scritture, o coperte, una, o più volte, secondo la resistenza degl'inchiostri, convien raddolcirle coll'acqua semplice, immergendo in essa le prime per breve spazio, e astergendo con picciola spugna le seconde. Diligenza ci vuole nell'adoprarla, guardandone gli occhi, e le mani, per non ferir quelli, e abbruciar le dita di queste. Le scritture, principalmente ne' frontispicj, si possono con essa levare anche senza staccarli, ponendovi sotto duplicate carte, e poi con grande industria e cautela immergendoli nell'acqua; lo che certamente non è per tutti. E qui parmi ben fatto d'avvertire uno sbaglio che si prende a carte 377 della Capponiana Libreria, dicendosi, essersi tentato di levare alcuni versi nel suo Esemplare dell'Italia Liberata del Trissino in varj luoghi con l'acqua forte; mentre essa non ha antipatia, né efficacia alcuna coll'inchiostro tipografico, composto di negro fummo, olio di lino, e vernice, ma solo con quel da scrivere, quando sia fatto col vetriolo, ch'è metallico, contrastando essa e vincendo soltanto varj metalli e metallici; di modo che leva anche gli schizzi di esso caduti sulla stampa; lasciando essa illesa. Que' versi adunque doveano raschiarsi con affilato coltellino, che su carta forte e sostenente una tal raschiatura, adoprato, e non l'acqua forte, li avrebbe obliterati e fatti del tutto isvanire.

ACQUAFORTE A RILIEVO Espressione ambigua e contraddittoria se si considera che la prima parola rimanda alla stampa in incavo e la seconda a quella a rilievo. Per una ormai divenuta consuetudine ci si riferisce, invece, alla tecnica ed al lato grafìco che si consegue disegnando la superficie di una lastra metallica (preferibilmente di zinco) con una penna od un pennello o altro intinti in un inchiostro o vernice antiacido, per procedere alle morsure e preservare il disegno rilevato da successivamente inchiostrare a rullo e imprimere; proprio come si fa con una silografia.

ACQUA SALSA [vedi Macchie].

ACQUATINTA Incisione analoga all'Acquaforte (M. Lessona, A. Valli, Dizionario Universale di Scienze. Lettere ed Arti, Milano, 1875). Nella terminologia artistica: il procedimento è simile a quello utilizzato nell'incisione all'Acquaforte [vedi voce] con l'unica differenza della lastra che viene ricoperta da uno strato di pece greca o di granuli di bitume macinato, colofonia, sale... ; con questo procedimento, l'acido intacca la lastra producendo una granitura che in fase di stampa produce mezzi toni, sfumature e velature.

ACQUERELLO Tecnica pittorica il cui legante è la gomma. I pigmenti colorati macinati alla gomma sono sciolti nell'acqua e applicati a velatura. Il carattere peculiare di questa pittura è la trasparenza. Si compone di pigmento in polvere e acqua gommata come legante.

ACROAMANTICO Così si dice di un libro difficile da comprendere o astruso.

ACRONIMO - ABBREVIAZIONE Atto, Effetto dell'Abbreviare (B. Varchi, -1565). Terminologia nel campo bibliografico: sigla formata da lettere, per lo più iniziali di altre parole. Tali abbreviazioni sono utilizzate frequentemente in repertori bibliografici.

ACROSTICO Componimento poetico che forma un nome o una parola determinata con le lettere iniziali lette dall'alto verso il basso (F, Buonarroti, -1698). Terminologia nel campo bibliografico: procedimento che veniva utilizzato spesso nel caso di componimenti che, dati i contenuti, dovevano passare criptati alla censura religiosa o politica.

ADDENDA Termine di derivazione latina. Aggiunta, nella sezione addenda di un volume vengono, di solito, elencate le omissioni del volume stesso.

ADESPOTO Documento (musicale), manoscritto o edizione a stampa di un testo dei quali sia ignoto l'autore; anonimo.

ADMITTUR. [vedi Imprimatur].

AD MODUM MINELII Si dice così di edizioni, in genere classici, annotate ad uso delle scuole. La formula deriva dal nome del filologo olandese Jan Minelli (1625-1683).

AD USUM DELPHINI Si dice di un testo purgato per evitare la lettura dei passi più scabrosi. Il termine prende origine dalle edizioni di classici latini destinate all'istruzione del Delfino. Erano censurate e portavano al frontespizio la scritta Ad usum Delphini.

AFFIBBIATOIO In legatoria, l'Affibbiatoio si differenza dal fermaglio [vedi voce] per la sua particolare struttura. E' costituito da una fibbia di pelle che termina con un gancio metallico che lo fissa al piatto anteriore del libro. La fibbia è fissata in vario modo al piatto posteriore. Gli A. erano usati nelle legature monastiche dei secoli XIV-XV. In genere erano in numero di quattro. Potevano anche trovarsi in testa e al piede del volume.

AFFUMICATURA Fase del lavoro calcografico che consiste nel passare la fiamma di uno stoppino, sulla matrice stessa,con l'intento di annerire la parte stessa e rendere i segni scoperti realizzati più visibili.

AGEMINA Tecnica e risultato dell'intarsio dei metalli (acciaio): si incidono a bulino i solchi cestinati ad essere riempiti con fili e lamine d'oro o d'argento martellati a freddo.

AGHI Con questi alle volte si uniscono da persone zelanti certe carte ne' Libri per impedir ad alcuno la lezione di qualche passo lubrico, altri usano a cucirle, altri ad incollarle; tutto ciò non poco pregiudica i Libri, massime se sien rari e di conto. Non mancano Libri immuni da ogni pericolo, e da potersi leggere inoffenso pede da ciascheduno.

AGIOGRAFIA Parte della storia ecclesiastica che tratta la vita dei Santi. E' di origini antiche (si parla del VI sec.) ma la prima forma moderna fu elaborata da Héribert Rosweyde un Gesuita fiammingo morto nel 1629, che nel 1615 pubblicò le Vitae patrum.

ALCALICELLULOSA Sostanza ottenuta dalla cellulosa trattata con soda caustica (NaOH) .

ALDINE Sono le edizioni della tipografia che Aldo Pio Manuzio fondò nel 1492 a Venezia. La marca tipografica era la famosa Ancora.

ALGRAFIA - ALLUMINOGRAFIA Incisione su lastra di alluminio.

ALLA MACCHIA Termine in disuso che indica un qualunque stampato, libro compreso, che non rechi alcuna informazione tipografica. In genere si tratta di opere clandestine.

ALLEGATI Insieme di documenti o tavole che si allega ad un volume. In genere si trovano alla fine del volume, certe volte, soprattutto nelle edizioni del Novecento, in apposite tasche.

ALLEGORIA Dal greco Allos (altro) e agoreuo (parlo); indica il dire una cosa e intenderne un'altra. Contrariamente alla metafora, che simbolizza solo una parola o un'espressione, l'allegoria può simbolizzare tutto un racconto, oppure un fatto o una persona. In enigmistica si intende per allegoria un enigma la cui soluzione è un'astrazione piuttosto che una cosa concreta.

ALMGESTO Termine arabo che indica tutti i trattati di astronomia. Celebre l'Almagesto di Tolomeo.

ALMANACCO Il nome deriva dall'arabo (al = il, e manakh = tempo). Libretto con l'ordine dei giorni e dei mesi, le festività religiose e civili, le fasi lunari e quelle solari. Spesso vi si trovano predizioni astrologiche e notizie di vario genere. La componente letteraria è quella che, in definitiva, distingue l'almanacco dal calendario.

ALTEZZA TIPOGRAFICA Nel campo tipografico sta a significare la distanza tra Occhio e Piede dei Carattere [vedi voci].

ALTORILIEVO Aspetto dell'incisione le cui figure emergono dal foglio con accentuata evidenza e tendenza all'effetto plastico. Si ottiene per forte scavo dei segni nello spessore della matrice, sovente assoggettata a perforazioni multiple ed ampie.

AMANUENSI Nell'antichità gli amanuensi erano coloro che esercitavano l'attività di scrittore o copista per conto di privati o del pubblico. Si trattava quindi di ''servi literati'', da non confondersi con lo scriba, che era uomo libero. Gli amanuensi romani spesso lavoravano in officine scrittorie gestite da venditori di libri. Nel Medioevo le stesse funzioni furono svolte da Monaci. Il loro esercizio faceva spesso parte delle regole monastiche e si svolgeva in locali appositamente attrezzati del monastero. I monaci furono sostituiti dagli amanuensi di mestiere, numerosi soprattutto in epoca rinascimentale. Lavoravano nei monasteri, presso librai, o nelle corti dell'epoca. Almeno venti erano al servizio di Federico di Montefeltro a Urbino. Nonostante il loro lavoro, non tutti avevano una cultura adeguata. Questo spiega gli errori e le differenze di lezione tra i vari testi manoscritti. La debolezza culturale di molti amanuensi fu sentita soprattutto dagli Umanisti, al punto che alcuni di questi (ad esempio il Petrarca) preferirono trasformarsi essi stessi in amanuensi piuttosto che affidare il lavoro di copiatura ad altri.

ANAGLIFO Procedimento di riproduzione fondato sul principio della stereoscopia. Due immagini identiche sono stampate l'una dopo l'altra con un leggero sfasamento, in due colori complementari (per esempio: una in azzurro, l'altra in arancione).

ANAMORFOSI La tecnica dell'anamorfosi consiste nel dissimulare una figura o un oggetto deformandolo. La forma reale originaria potrà essere riconosciuta soltanto osservando l'oggetto o la figura deformati secondo una particolare prospettiva o attraverso uno specchio deformante. Molto apprezzato nel Rinascimento, questo procedimento consente al pittore di mascherare delle immagini agli spettatori meno accorti. Più tardi, si dissimuleranno nei quadri, segretamente, scene erotiche o irriverenti.

ANASTATICA Di derivazione inglese Anastatic (G. Garollo, Piccola Enciclopedia Hoepli, Milano, 1892-1895). Detto di ogni procedimento che permetta di ristampare fedelmente l'originale (manoscritto, libro antico, disegno stampa d'arte...). Le prime Ristampe Anastatiche furono effettuate con un sistema di riproduzione litografico e fotolitografico.

ANCIPITI Edizioni prive di indicazioni di stampa. Poco usato.

ANEPIGRAFO Libro privo di frontespizio.

ANGOLI - ANGOLO - PUNTE Nella Legatura di un volume sono le Punte dei Piatti [vedi voce] della una copertina. Sono utilizzati per arricchire l'eleganza artistica di legature in pelle o pergamena.

ANILINA (ammina aromatica) Composto azotato derivante dal catrame di carbon fossile, usato per preparare coloranti.

ANNALI - ANNALI TIPOGRAFICI Narrazione di avvenimenti storici, storia, memorie storiche, irìinare e distinte anno per anno, (G. Boccaccio, 1348-1353). Annali Tipografici: opere "documentate dei tipografi", divise anno per anno.

ANOBII Insetti dell'ordine dei Coleotteri (famiglia Anobidi). Allo stato larvale vivono nel legno, scavando fori che aprono numerose gallerie. L'anobius pertinax è il comune tarlo dei mobili, che attacca anche i piatti dei volumi antichi.

ANONIMO Voce di derivazione greca an-ònyma: senza nome, sconosciuto (A.M. Salvini nel 1726).Nella terminologia del campo bibliografico si sottintende la parola "Autore". Nei cataloghi alfabetici le opere anonime sono indicizzate per titolo. Esistono repertori bibliografici appositi di Opere Anonime e Pseudonime.

ANTIFONARIO Testo che contiene quella parte della liturgia sacra che viene cantata durante le funzioni religiose.

ANTINARRAZIONE Termine che designa la prefazione, il proemio, il preambolo, cioè tutte quelle parti che si possono trovare prima del testo vero e proprio. In disuso.

ANTIPORTA "Pagina che precede il Frontespizio [vedi voce] di un libro e contiene illustrazione o altro titolo" (G. Gozzi, Antologia Veneta, 1900. pag. 322). "Che sta innanzi una porta (il Frontespizio)" (C. Arlia, Dizionario Bibliografico, 1892).

ANTIQUA In alcuni paesi anglosassoni si chiamano così i caratteri latini tondi e corsivi.

ANTOLOGIA Raccolta di composizioni scelte (F. Redi, 1628). Pare di derivazione greca Anthologia: raccolta di fiori, dalla quale la derivazione di florilegio e crestomazia che sono sinonimi di Antologia.

APOCRIFO Un testo falsamente attribuito ad un'epoca o ad un autore (B. Varchi, -1565). Dal greco Apokryphos: nascosto, segreto.

APOGRAFO Manoscritto non autografo, ma copia dell'originale.

APPARATO CRITICO Nell'Edizione Critica, tutte le annotazioni, correzioni e varianti.

APPENDICE Parte aggiunta ad un'altra (Sant'Agostino -XIII sec). Nelle opere, principalmente a carattere scientifico o medico, parte aggiunta al testo principale, dove di solito sono inserite: tabelle, tavole fuori testo, etc. Oppure: volumi di aggiornamento di opere di carattere enciclopedico.

APPROVAZIONE Consenso (Guido delle Colonne, volgar., inizio sec. XIV). Nella lerminologìa bibliografica il termine assume anche il sinonimo di Licenza. Sono i permessi che un tempo i R. Revisori della Curia ecclesiastica o del santo Uffìzio davano prima che di stampare o pubblicare un'opera. Di solito le "Approvazioni" si trovano all'inizio o alla fine di un libro, il termine si antepone alla dicitura "Con licenza de superiori".

ARABESCO Decorazione a motivi stilizzati senza figure umane (Annibal Caro, -1556). Di solito gli Arabeschi sono utilizzati come Finali o Testate tipografiche [vedi voci] o sono Impressi in Oro o a Secco [vedi voce] sulla Legatura.

ARALDICA Disciplina che studia gli stemmi, gli emblemi, i distintivi di famiglie, di comunità o di singole persone. L'araldica interessa il campo della grafica, in quanto può dirsi una delle prime espressioni di sistemi comunicativi complessi, coordinati e codificati. La codificazione si è formata assai lentamente: forme, colori e disegni hanno assunto nel tempo significati talmente precisi da essere subito compresi. L'araldica ha origine con le crociate: i capi militari, assai numerosi, adottarono un simbolo per distinguere i diversi raggruppamenti. I simboli venivano dipinti sugli stendardi, sulle divise, sulle armi e sugli oggetti più disparati. Nel tempo si sono diffusi simboli più diversi, adottati prima dalle famiglie e dai casati, poi dagli ordini religiosi, dalle corporazioni e da un gran numero di istituzioni e associazioni sia di carattere laico che religioso. Si è così creata una grande varietà di forme e di figure che ha reso necessaria la fissazione di una complessa serie di regole per consentire la comunicazione immediata del significato contenuto nel simbolo.

ARCHE' Origine, fondamento e causa, sia in senso logico, sia in senso ontologico: la filosofia si configura, sin dai suoi esordi, come ricerca dell'arche, del principio primo da cui tutto ha origine e dì cui l'intera realtà costituisce uno sviluppo (arenai sono, per esempio, l'acqua di Talete, le omeomerie di Anassagora, gli atomi di Leucippo e Democrito). [Dal greco "ciò che viene prima" "origine"].

ARMA - ARME Stemma, Insegna (D. Compagni,-1310-1312) del proprietario del libro. Le Armi vengono riportate sulla Legatura o sui Frontespizi dei volumi, e stanno a significare l'appartenenza dei volumi a casati nobiliari o ordini ecclesiastici. Qualche volta si utilizza anche Arme (arcaico).

ARME Le Arme de' possessori de' Libri su le coperte di essi improntate o con ferro rovente, o a forza di torchio, sono facili a logorarsi, e obliterarsi, e offendono le coperte liscie de' Libri vicini.

ARMONIA Accordo piacevole dei fattori della figurazione. Si ottiene mediante lo concordanza dei tratti disegnati, dei colori accostati e sovrapposti, delle masse bilanciate.

ARRICCIAMENTO (arricciatura) Accartocciamento dei fogli ai margini causato dall'eccesso di calore ambientale o locale.

ARTE GRAFICA L'insieme di processi, artigianali o industriali, con i quali si effettua la stampa di testi e/o immagini.

ARTE NERA Denominazione data all'arte della stampa nel sec. XV. Secondo alcuni tale denominazione fu inventata a Venezia ai tempi di Aldo, che aveva alle sue dipendenze un operaio di colore. Ha significato superstizioso, in quanto sottintende rapporti con Satana. La leggenda vuole che Aldo abbia invitato tutti, pubblicamente, a toccare il giovane nero, perché si rendessero conto che non aveva nulla a che fare con il maligno.

ASSENZIO Erba amarissima, posta da alcuni in principio e in fine de' Libri, supponendola un gran preservativo da' tarli; ma, a mio parere, quasi del tutto inutile a tale effetto: mentre se i tarli sono così avveduti e ingegnosi che traforano alle volte gl'interi grossi Volumi solamente negli spazj interlineari, schivando la tenue amarezza dello stampato, quanto più sapranno evitare alcune foglie di quell'amarissima erba in due soli luoghi riposte? Oltre di che, aprendosi i Libri, cadono per lo più le dette foglie, e, imbrattando prima le Librerie, si perdono.

ASFALTO [vedi Bitume] .

ASOLA Occhiello (Oudin, 1663). Nella terminologia utilizzata per le legature sta a significare: foro del Fermaglio o della Bindella da agganciarsi al bottone o Tenone fissato sul Piatto [vedi tutte le voci] opposto.

ASTUCCIO Si intende per Astuccio, il contenitore a forma di libro aperto ad uno dei quattro lati, col Dorso che richiama il materiale utilizzato per la Legatura del libro.

AZZURRAGGIO [vedi Nuance].

AUTOBIOGRAFIA Narrazione della propria vita (M.A. Marchi, Dizionario Tecnico-Etimologico-Filologico, Milano, 1828-1829).

AUTOGRAFO - AUTOGRAFIA Scritto di mano dall'Autore(G. Targioni Tozzetti,1769).Termine di derivazione francese. Nel significato di autografia: arte con cui si trasporta scritto o disegno autografo dalla carta su pietra o metallo, al fine di una riproduzione a stampa.

AVVICINAMENTO Voce tipografica: Distanza tra i due lati vicini di Caratteri Tipografici [vedi voce] affiancati.

BAMBAGINA E' la carta di stracci e canapa. Veniva così chiamata in passato, quando si riteneva fosse fatta con fibre di cotone o canapa.

BANCHEROZZO Termine in disuso, con il quale si indicava un tempo la bancarella dei venditori ambulanti di libri.

BARBA (delle carte, comunemente barbe) Nella terminologia adottata nel campo bibliografico e tipografico significa: ineguaglianza dei Tagli [vedi voce] dei libri. Con le pagine, volutamente, non rifilate e quindi dal bordo irregolare. Nell'accezione artistica del termine: sono dette barbe le sbavature e i filamenti residui margini del solco del bulino.

BARBE (della puntasecca) Sbavature lasciate dall'attrezzo a punta di acciaio, bulino, mezzaluna, che provocano delle fitte escrescenze metalliche che si sollevano sempre sui due lati del segno. In fase di inchiostrazione queste, trattengono irregolarmente l'inchiostro restituendo alla carta segni e macchie inconfondibilmente vellutate. Le barbe provocano un segno somigliante a quello della matita morbida. Le barbe possono anche essere tolte con un raschietto; in questo cas somiglierà a quello di una matita dura.

BARBE Così si chiamano gli orli ineguali de' Libri legati in rustico, e per lo più in cartone. Molti giudiciosamente lasciano i Volumi colle lor barbe, (alcun poco però con forbice agguagliate) e senza farli tondere; e così restano sempre come nuovi, coll'intero lor margine da ogni parte. Circostanza ne' Libri antichi e di conto che li rende più pregevoli, e che vien accennata in qualche accurato Catalogo.

BATTERE Cosa utilissima per i Libri è che vengano ben battuti prima di legarli; mentre così si preservano meglio da' tarli, e dalla polvere; e l'acqua stessa più difficilmente vi penetra. Tutti però i legatori non sanno batterli a perfezione, mentre ce ne sono di quelli che ciò fanno molto inegualmente, lasciandoli pieni di solchi, e di rughe, e concavità, o per debolezza di braccio, o per mancanza d'avvedutezza; benché molte volte, e spezialmente a' giorni nostri, ciò succeda a cagione della carta lavorata con poca sostanza, e con molta colla.

BATTILORO Questi convien spesso visitarsi da li amatori de' Libri per redimere dalle lor mani i Codici Membranacei antichi, che tanto servono alla lor'arte, e de' quali un'infinità per le lor mani è ita in sinistro con gravissimo danno delle buone lettere. Questi han troppo assottigliato la propria arte, non potendosi battere l'oro più di così senza rompersi e lacerarsi. [Vedi Doratura].

BATTITORE Addetto all'inchiostratura delle forme di stampa. Egli imbeveva un apposito tampone di cuoio nell'inchiostro, e lo strofinava poi sulle parti in rilievo della forma. In seguito il tampone fu sostituito per ragioni di precisione e uniformità d'inchiostratura, da un rullo rivestito di caucciù; per questo il suo mestiere cambiò il nome in rullatore.

BATTUTA Impronta della lastra metallica compressa nel foglio sottoposto alla stampa, visibile come un dislivello -riquadratura. L' espressione gergale allude alla esecuzione fisica di una o più impressioni a stampa da qualunque matrice; una soltanto per il bianco e nero o monocromo,due, tre, ecc, fra loro bene a registro, per la stampa a colori o cromosilografia, cromocalcografia, cromolitografia, ecc.

BAUHAUS Scuola tedesca d'arte applicata e movimento tedesco delle Avanguardie fondato da Walter Gropius a Weimar nel 1919, che riunisce pittori, ma anche fotografi, tipografi, architetti e designers. Paul Klee e Kandinsky vi insegnarono negli anni '20. Questa scuola si proponeva di sopprimere le frontiere che esistono fra l'arte e l'artigianato e di mettere l'arte a confronto con le esigenze e le tecniche dell'industria. Vi insegnarono molti dei maggiori artisti mitteleuropei, appartenenti soprattutto alle correnti "astrattiste" del primo dopoguerra. L'intento della scuola era quello di fondare una nuova pedagogia e di stabilire un processo metodologico della progettazione grazie al quale un oggetto potesse avere, al tempo stesso, forma pregevole e massima funzionalità di impiego.

BAZZANA Dal volgare Batàna: fodera "pelle assai morbida di pecora, usata per rilegare i libri" (una citazione precisa è di G.B. Fagiuoli nel 1742 ~). Nell'accezione più comune del termine nel campo della legatoria si intende una fodera ai Piatti [vedi voce] di pelle di montone parzialmente conciata.

BECCA Detta anche orecchia, è la piega che si fa ad un libro allo scopo di ritrovare il segno.

BESTIARIO Libro o manoscritto in cui si parla di animali.

BIACCA - CERUSSA Bianco d'argento o di piombo.

BIANCO DI SPAGNA Carbonato di calcio usato come economico detergente delle lastre metalliche da assoggettare alle tecniche incisorie calcografiche indirette.

BIBLIA PAUPERUM La Bibbia dei poveri era la bibbia destinata alle classi più povere, ma anche ai padri predicatori e agli ecclesiatici inferiori di diversi ordini, quali i Certosini e i Benedettini (''pauperes Christi''), manoscritta e miniata, ma anche stampata, spesso col metodo silografico, era composta in genere da tavole che rappresentavano episodi della Vecchio e Nuovo Testamento, accompagnate da qualche breve testo di commento, in genere in latino. Attribuita a S. Bonaventura, esiste una collezione, disposta in ordine alfabetico, di testi ed esempi biblici da predicarsi al popolo.

BIBLIO... Tutti i termini che iniziano per biblio sono di origine greca da Biblion: striscia di papiro.

BIBLIOCLASTIA Odio, feroce avversione verso i libri, accompagnata da volontà distruttiva. Simile alla Bibliofobia.

BIBLIOFAGIA La tendenza a divorare i libri. Sono bibliofagi molti animali quali i topi. I pesci e i numerosi insetti dannosi alla carta e alle legature. Esistono però esempi storici, di uomini divoratori di libri, per tradizione o per condanna. Vari cronisti del passato narravano che i Tartari mangiavano i libri per assimilarne la scienza. Bernabò Visconti costrinse i due legati pontifici che gli avevano consegnato la bolla di scomunica, nel 1730, a mangiarsela. Sembra anche che alcuni autori politici del passato siano stati costretti a divorare le loro opere per ''rimangiarsi'' quanto avevano sostenuto. In senso figurato, bibliofago, o ''divoratore di libri'' è anche colui che legge moltissimo, spesso senza criterio e senza la concentrazione necessaria ad assimilare il contenuto delle letture.

BIBLIOFILO Amatore, Conoscitore, Ricercatore e Collezionista di libri (F. D'Alberti di Villanuova, Dizionario Universale, Critico, Enciclopedico della Lingua Italiana, Lucca, 1797-1805).

BIBLIOGRAFIA Tecnica della descrizione sistematica e catalogazione dei libri (F. D'Alberti di Villanuova, Dizionario Universale, Critico, Enciclopedico della Lingua Italiana, Lucca, 1797-1805).

BIBLIOGRAFO Esperto di Bibliografia.

BIBLIOMANE - BIBLIOMANIA Mania di ricercare e collezionare libri, specialmente rari e antichi. Chi dimostra bibliomania. Termine di derivazione francese (F. D'Alberti..., opera citata, 1797-1805).

BIBLIOTAFIO, BIBLIOTAFIA, BIBLIOTAFO
1. Il Bibliotafio è, letteralmente, un ''sepolcro di libri'', una biblioteca dove i libri sono nascosti alla consultazione. 2. La Bibliotafia è l'atteggiamento del bibliomane geloso, che nega la consultazione della propria biblioteca. 3. Il Bibliotafo è colui che nasconde gelosamente i propri libri.

BIFFARE Porre in bando, dal termine di origine longobarda Wiffa: segno di legittimo possesso. Nell'accezione artistico-incisoria: operazione con cui si traccia un segno su di una lastra incisa per impedire la riproduzione di ulteriori copie.

BINDELLA Fettuccia, Nastro (T. Garzoni nel 1585). Termine di origine germanica e longobarda Bindan trad. in legare. Nella terminologia della legatoria: Nastro o legaccio fissato ai Piatti della Copertina per permettere l'apertura e la chiusura di un volume.

BISELLATURA Smussatura dei bordi taglienti della lastra mediante limatura eseguita con inclinazione a 40-45°.

BISTRO Inchiostro bruno, assai trasparente, che si ricava dalle fuliggini della legna combusta. Instabile alla luce. Si utilizza dal 1600 [vedi Inchiostro].

BITUME Resina fossile, derivante da rocce asfaltiche e da petrolio. Poco palpabile in polvere, fusibile al calore, fa parte della composizione dei prodotti acidoresistenti, e serve anche per la granitura dell'acquatinta.

BODONIANO - BODONIANA Termine che indica le edizioni di Bodoni, ma anche i caratteri tipografici e le tipiche legature ideate dal grande saluzzese.

BORCHIA "Capocchia ornamentale di chiodi usati per fissare cuoi [sic!] e tessuti su mobili, oggetti di arredamento e simili" (A. Firenzuola, ~1643). Nell'accezione della terminologia utilizzata per la legatoria: protezione metallica posta sulla coperta di un volume allo scopo di arricchire ed impreziosire la Legatura oltreché di proteggerla da sfregature o danni.

BORCHIE Volgarmente dette Brocche, sono come teste di chiodi, per lo più di ottone. Riescono più a proposito per ornare i Libri di Chiesa, come Messali, Corali ec. perché da esse vengon o preservate dallo spellarsi le lor coperte di cuojo. Anticamente anche pe' Libri che nelle Biblioteche si conservavano coricati sovra de' banchi, per la stessa ragione erano utili. Ora che stanno ritti nelle scanzìe, offenderebbono notabilmente i vicini, e per l'eminenza, e per la ruggine; e tanto più se non fossero affatto liscie, ma scabre, e con lavori acuti, come spesso eran quelle de' nostri antichi.

BOTTELLO [vedi Tassello].

BOTTONI Con essi, di vetro o d'altra materia, alcuni chiudono i Libri; ma poco plausibilmente, mentre impediscono il cavare, e il rimettere i Libri vicini, collo strisciarli ancora, nelle scanzìe.

BOUQUINISTE Termine francese che indica il rivenditore di libri in genere "vecchi". Famosissimi, a Parigi, quelli del Lungosenna, celebri, un tempo, per gli affari incredibili che vi si potevano fare (ma molte erano, probabilmente, leggende).

BOZZA Prima stesura di un lavoro (Machiavelli, 1511). Prova di stampa di una composizione tipografica (di solito stampata al solo verso. N. d'A.) usata dall'autore e dal correttore per le correzioni (F. D'Alberti..., opera citata, 1797-1805).

BREVIARIO Libro che contiene i vari offici e preghiere da recitarsi giorno per giorno. Presso gli antichi romani era invece un libro dove si registravano le entrate e le uscite.

BROGLIACCIO Quaderno di appunti; prima copia con correzioni. O registro o giornale provvisorio (per operazioni contabili, annotazioni di dati ecc.).

BROSSURA - BROCHURE Termine di derivazione francese brochure e quest'ultimo da brocher: legare. (Documentato in Francia dal 1718). Nell'accezione del campo della legatoria: tipo di Legatura [vedi voce] in cui la copertina è di semplice carta pesante (Panz., Dizionario, 1935).

BRUCIATURA Esagerata corrosione acida dei segni, che procura sulla lastra una zona sconvenientemente appiattita ed inadatta alla stampa.

BRUCO - PORTANASTRI Nel campo della legatoria sta a significare il cordoncino al quale vengono cuciti nastri di vario colore, usati come segnalibri.

BRUNITOIO Nel campo artistico-incisorio sta a significare: uno strumento utilizzato per modificare o cancellare segni precedentemente effettuati sulla lastra con il procedimento della mezzatinta. Lo strumento è in acciaio temperato.

BULINO Dal Longobardo Boro: succhiello. Piccolo arnese in acciaio con punta tagliente per incidere i metalli (G. Vasari, Vite de Pittori, 1550, cap. XXXIII). Con questo procedimento l'incisore intaglia direttamente la lastra metallica senza l'ausilio di acidi e mordenti.

CALAMAIO Dal latino Calamus: la canna per scrivere sul papiro e Calamarium: teca che conteneva i Calami.

CALANDRATURA Trattamento meccanico a cui si sottopone il nastro di carta successivamente alla fabbricazione allo scopo di aumentarne la lisciatura e il lucido. Il trattamento è fatto per mezzo della calandra (che non è in linea con la macchina continua).

CALCO - CALCOGRAFIA Copia di un disegno ottenuta calcandone i contorni (G.B. Arnerini, 1587). Calcografia di derivazione greca Calkos: rame e Grafia: scrittura. Procedimento a stampa a mezzo di matrici in rame, zinco... incise in cavo (G. Vasari, 1550).

CALLIGRAFIA Modo di tracciare i caratteri con segni eleganti e ordinati. Nella civiltà occidentale la calligrafia si sviluppa, parallelamente alla miniatura, ad opera dei monaci amanuensi; ne sono testimonianza preziosi codici che recano originalissime figure e decorazioni. L'arte della calligrafia si sviluppa nel 1400 e nel 1500 ad opera di artisti come Felice Feliciano, Sigismondo Fanti, e Ludovico degli Arrighi, che creano e perfezionano modelli di scrittura.

CAMPIRE Definire o circoscrivere mediante contorni un'area della matrice, che viene segnata da tinta o tono unito e piatto.

CAMPO Nella terminologia delle arti legatorie indica la zona centrale del Piatto.

CANI Convien bandirli affatto dalle Librerie, atteso il loro istinto d'alzar la gamba nell'orinare;principalmente dove le scanzìe sono quasi fino in terra; essendo a' Libri perniciosissima la loro orina [Vedi Orina].

CANTONI Gli antichi munivano i loro Libri legati in tavole, e cuojo con cantoni d'ottone, i quali servivano e per fortezza, e per bellezza di essi; perché collocati su banchi non offendevano i vicini; come farebber'ora riposti accanto ad altri nelle scanzìe. Spesso però irrugginendosi, malamente trattavano le prime e le ultime carte.

CAPITELLO (superiore e inferiore) Treccia in cotone o seta colorata che si trova cucita alle due estremità interne del dorso [vedi voce] della legatura di un volume rilegato (F. Redi, 1698).

CAPITELLI Così si chiamano que' cordoncelli che sotto e sopra si pongono da' legatori interiormente alle schiene de' Libri legati in cuojo, o in pergamena (che in rustico non s'usa a porveli). Servono questi e di decoro, e d'utilità notabile ad essi; mentre chiudono l'adito a varj insetti, e alla polvere. Pochi però sono que' legatori che li faccian perfettamente, rotondi, grossetti, stabili, di seta, e di varj colori. Unico in ciò era il nostro Lorenzo Tedesco qui in Padova. Per lo più si fanno con somma negligenza, o per imperizia, o per infingardaggine; sottili, smunti, poco fermi, e perciò quasi subito scostantisi dalla schiena de' Libri, con isdegno e fastidio degli amanti di essi; fortissimi si tessevano e piantavano dagli antichi, benché di semplice filo.

CAPPETTE [vedi Fibbie].

CAPRETTI Delle pelli di essi, e massime qui in Italia, di Fabbriano, si fanno elegantissime coperte "a Libri". [vedi Membrana].

CAPOLETTERA - INIZIALE Iniziale di un capitolo e di un paragrafo. La derivazione del termine capolettera trae origine dai codici miniati, dove il capolettera, normalmente denominato iniziale era decorato a mano.

CARAN D'ACHE Pseudonimo di Emmanuel Poiré (Mosca 1859, Parigi 1909). Disegnatore francese di origine russa. Discendente di una famiglia francese stabilitasi in Russia nel 1812, si trasferisce in Francia dove assume lo pseudonimo di Caran d'Ache [russo karandash "matita"). Avvia quindi la pubblicazione di illustrazioni e di caricature per i maggiori giornali francesi. Sua è la creazione della vignetta senza parole.

CARATTERE TIPOGRAFICO Segno e in particolare lettera dell'alfabeto (Carattula da Cecco d'Ascoli, -1327). Piccolo parallelepipedo di metallo (generalmente piombo), un estremità del quale porta incisa una lettera che serve alla stampa. I primi caratteri mobili furono utilizzati per la Bibbia ad opera di Gutenberg (~1450). La terminologia specifica nel campo tipografico riporta per indicare le parti di un carattere tipografico: Occhio, Spalla, Piede, Forza di Corpo, Avvicinamento, Tacca, Altezza e Spessore [vedi tutte le voci]. I primi caratteri tipografici furono modellati su scritture utilizzate nei codici scritti a mano; Cancelleresco: dalle scritture della cancelleria romana e dalle scritture in uso nelle case reali italiane; Corsivo: di derivazione cancelleresca ha le componenti dell'Occhio [vedi voce] inclinate da destra verso sinistra; Gotico: di derivazione germanica, è caratterizzato dalla spezzatura delle curve e dall'angolosità del tratto; Lapidario: di derivazione dalle iscrizioni romane; Romano: originario dai tipografi Pannartz e Schwanheim. Successivamente sono stati ideati ed adoperati, caratteri di origine prettamente tipografica, quali tra i più rinomati Aldino: carattere corsivo italico introdotto da Aldo Manuzio il vecchio, per la prima volta nell'edizione del Virgilio del 1501 ; Baskerville: ideato, disegnato ed adoperato da Johan Baskerville (1706-1775); Bodoni: inciso da Giambattista Bodoni, tipografo editore Parmense, fu l'ideatore di oltre 250 diverse tipologie di caratteri. Il suo "carattere bodoni" è facilmente distinguibile per la semplicità ed il nitore; Didot: carattere ideato da Firmin Didot (1764-1836), simile al carattere bodoniano; Elzeviro: carattere a stampa utilizzato dagli elzevier (tipografi olandesi attivi dal 1583 al 1713), tale carattere è di derivazione dal romano antico, caratteristica degli elzeviri è la particolare numerazione in numeri romani; Garamond: tipo di carattere inciso da Claude Garamond (1499-1562) fonditore parigino. Sono numerosissimi, in special modo nel XX secolo, gli ideatori di nuovi caratteri tipografici.

CARBONCINO Carbone di legna, di solito in cannello, utile per disegnare, abbozzare e sfumare il chiaroscuro.

CARICA Sostanza aggiunta alla carta, o agli inchiostri, con determinate proprietà.

CARTA Foglio sottile, flessibile, adatto a vari usi, che si ottiene macerando e riducendo in pasta umida sostanze fibrose (la prima menzione è di B. Latini, -1294). Dal latino Charta. Nel campo bibliografico, librario e tipografico sta ad indicare il foglio, vale a dire le facciate recto e verso. Con la produzione libraria si sono diffuse nei secoli numerose tipologie di carta pregiata quali A Mano: utilizzata dalla metà ottocento, dunque dalla comparsa sul mercato di carta di produzione meccanica, per le edizioni di pregio; Bristol: fabbricata originariamente a Bristol, in Inghilterra, formata da diversi spessori di cartone. Il Bristol, usato in generale per i biglietti da visita, è servito ad alcuni pittori come supporto; Canson: carta particolarmente adatta per il disegno e per edizioni pregiate, fabbricata dalla cartiera francese Canson & Montgolfier, fondata nel 1557; Collata: trattata con collatura vegetale; Giappone: carta di fattura solidissima e fabbricata con piante locali (gampi e mitsumata) a basso contenuto di colla e a forte assorbenza. La colorazione va dal color avorio fino al grigiastro, la carta giappone è utilizzata, in special modo in Francia, per le edizioni di pregio, tale carta è validissima per incidere supporti iconografici; Goffrata: carta che è stata sottoposta al processo d'imprimere in essa un disegno decorativo in rilievo. Le carte goffrate non si possono stampare in tipografia e rotocalco a motivo dell'insufficiente grado di liscio; Fabriano: La città di Fabriano fu il primo luogo di produzione della carta in Italia, tale carta è di grande qualità, ed è ottenuta con paste di prima scelta collate con gelatina; Kraft: carta gommata utilizzata per il "cartonnage" parziale, la foderatura, l'applicazione di tiranti alla tela. Ne esistono diverse grandezze, solitamente si usa quella di 7 cm.; Melinex: carta per il fissaggio. È trasparente e siliconata sui due lati, resiste bene al calore, all'umidità, ai grassi ed è antiaderente; Olanda: carta composta da stracci di qualità, è utilizzata per edizioni di lusso; Patinata: carta rivestita da una patina che consente di avere una superficie piana e levigata, e quasi sempre lucida; Pergamena, Pergamenata: si ottiene mediante il procedimento chimico una qualità della carta simile alla pergamena naturale; Watman: o anche carta torchon, è una carta di origine inglese di grana molto fine, media o grossa, adattissima per l'acquerello.

CARTATURA, o sia Numerazione delle Carte, o Facciate de' Libri. Spessissimo errata anche ne' Codici de' più celebri Stampatori, con pregiudizio degli Indici, ne' quali i paragrafi non corrispondono alle carte mal numerate. Si potria rimediare ad un tal disordine colla penna.

CARTE ANTICHE Molto per lo più migliori delle moderne, massime quelle dall'Invenzion della Stampa fin al 1500 essendo pure, ben trite, sode, e candide: dal 1500 al 1600 pur buone, benché più sottili; dopo un tal tempo se ne fecero in gran quantità di deboli, fosche ed impure, e non sostenenti la scrittura. Le prime e le seconde essendo macchiate tollerano la lavazione; le terze, poco, o niente; principalmente molte de' nostri tempi, affatto senza colla, e sottili a guisa di tele di ragno; e ciò non ostante sono tutte carissime; credendosi che ciò proceda dall'eccessivo prurito di stampare che oggidì da per tutto alligna.

CARTE COLORATE Si schivino nel coprire i Libri, o nel foderar interiormente le lor coperte, o nel porle innanzi e dopo ad essi, volanti, quasi per riguardo, mentre col tempo inumidendosi imbrattano, e deformano i Volumi.

CARTELLI Così volgarmente si chiamano que' pezzetti quadri di cuojo cremisino su cui s'imprimono con caratteri di ferro, di ottone, o di bronzo le lettere majuscole d'oro indicanti succintamente i titoli de' Libri. Questi, oltreché pochi sanno farli con eccellenza, spesso si staccano, e perdonsi. S'è trovata poco fa la maniera di tinger di varj colori il fondo d'essi su le schiene de' Codici legati in pergamena, dove s'improntano le lettere, e così sono stabili e permanenti; purché i colori sien forti, e col tempo non ismarriscano.

CARTICINI Nello stamparsi i Libri occorre spessissimo, che mancando in fine la materia per riempire un intero foglio, si stampino per lo più due carte attaccate a un foglio de' primi, (usandosi quasi sempre nelle stamperie d'imprimere i primi fogli in ultimo luogo) che sogliono accennarsi a' legatori con linea da una e dall'altra parte, affinché le taglino, e riponganle nel fin de' Volumi per compimento di essi, e queste due carte, se il Libro è in 8 si chiamano Carticino. Ciò può succedere anche in altri siti de' Libri, per rimediare a qualche notabile errore, con una, o più carte ristampate: nel qual caso si lacerano le carte col fallo, per sostituir loro le immuni da errore. Frequentemente però succede che si perdano questi Carticini, o che per inavvertenza si lascino attaccati al foglio dove furono uniti, non badando alle suddette linee i trascurati legatori, o i loro garzoni; e così i Volumi pajono imperfetti, e nol sono. Un Libro tutto stampato a Carticini (cosa bizzarra ed insolita) è quello del Zanchi de Origine Orobiorum.

CARTONI Chi vuole una legatura di poca spesa, ed elegante nel suo genere, detta in rustico, quasi a guisa d'un tal'ordine nell'Architettura, faccia legare i suoi Libri in buoni e fini Cartoni, e sostenenti la scrittura de' titoli; quai sono in Italia per lo più i fabbricati nella Riviera di Salò, almeno a me noti e sperimentati. Così i Libri sono come sempre nuovi, e se le coperte s'imbrattano, o laceransi, con facilità, e menomo dispendio si rinnuovano. In alcuni paesi sono così goffi i Cartoni, vili e deformi, che fanno rivoltar lo stomaco a chi in tal materia è dotato di qualche buon gusto.

CASSETTA (per acquatinta) Contenitore di polvere resinosa bituminosa, utile per ottenere la granitura omogenea dell'acquatinta. Agitando la polvere e sollevandola, la si fa ricadere a pioggia sulla lastra sottostante, che nella cassetta si introduce e da essa si estrae per mezzo di un cassetto.

CASTAGNATURA Irregolarità dello spessore del foglio nella sua formazione dovuto ad un accumulo di polpa in alcune zone della forma [vedi voce]. Contr. Chiarella [vedi voce].

CARTIGLIO Motivo ornamentale raffigurante un rotolo di carta in parte svolto, spesso sorretto da una figura e contenente un iscrizione (G. Vasari, menz. in Vite de Pitt., 1550). Il Cartiglio fu dapprima, nel periodo medievale, utilizzato come mezzo esplicativo per figure o rappresentazioni simboliche, poi, con l'avvento della stampa fu utilizzato per lo stesso scopo ma per descrivere, usualmente, le carte geografiche.

CARTONATO Dicesi del libro che ha la copertina in cartone.

CARTONE Si distingue da carta e cartoncini per la grammatura. I cartoncini sono compresi tra i 200 e 400 gr/mq; i cartoni sono fogli superiori a 400 e possono raggiungere 1100 gr/mq.

CASSA [vedi Unghia].

CATALOGARE - CATALOGO - CATALOGAZIONE Di origine greca Katalogos ordinare da katalegein: scegliere. Voce Catalogo: elenco ordinato di nomi ed oggetti (menz. da B. Giamboni nel 1292). Nell'accezione specifica bibliotecaria si intende: Elenco di notizie bibliografiche, creato (per i cataloghi delle biblioteche) secondo principi uniformi.

CELLULOSA Principale polimero strutturale del mondo vegetale. Costituisce la sostanza di sostegno delle pareti cellulari delle piante. Chimicamente è un polisaccaride appartenente alla classe dei carboidrati, il cui monomero è costituito da glucosio. È insolubile in acqua e nella maggior parte dei solventi organici [vedi anche Emicellulosa].

CELLULOTIPIA Incisione eseguita con la puntasecca su materia plastica (plexiglas, celluloide), in sostituzione del metallo, ma con proprie qualità.

CENTONE Complesso di varie opere o frammenti di queste. Non è detto che abbia un significato dispregiativo.

CENTOVENTOTTESIMO Formato piccolissimo, per il quale ogni foglio di stampa contiene 128 pagine. Molto difficile da realizzare tipograficamente, è stato usato molto di rado. I ''libri minuscoli'' sono ricercati dai collezionisti.

CERA Leggendo alcuni di notte, per vederci meglio, adoprano candellette di cera (dette volgarmente cerino, candelino, o majolo) da cui cadendo gocciole su le carte, vengono a pregiudicarsi i Libri. Queste con coltellino si levano, restando scoperte le lettere da esse offuscate, ma lasciano macchia indelebile. Nelle Chiese, a chi non usa buon riguardo, succede ciò frequentemente sovra i Messali, e su le solite Tabelle che stanno appoggiate a gli Altari, a cagione delle candele che in essi si accendono.

CERNIERA Attaccatura interna tra i Piatti ed il Volume [vedi voci].

CESELLO Antica arte di lavorare i metalli (oro, argento, rame, peltro...) con apposito strumento d'acciaio a punta smussa.

CHAGRIN Francesismo, traducibile in italiano con la parola zigrino: pelle d'asino, mulo o capra, utilizzata nella Legatura delle Copertine di un volume.

CHIAROSCURO Mutazione dell'ombra e della lue, con cui le forme prendono evidenza e plasticità, o sono calate nell'atmosfera pittorica, o pervase da repentinità scenografica.

CHIARELLA Presenza di zone meno spesse e talvolta molto sottili, sulla superficie del foglio. Contr. Castagnatura [vedi voce].

CHIOSA [vedi Nota] Annotazione marginale.

CHIUSA questo termine indica una carta ( carte chiuse) che, grazie ad una maggiore raffinazione, e all'utilizzo di materiale fine, risulta dopo la fabbricazione di bassa porosità.

CICERO Nome dei caratteri usati da Sweinheim e Pannartz per stampare le Epistole Familiari di Cicerone a Subiaco. Il nome fu poi dato alla ''lettura'' (corpo 12) usata come misura tipo nei calcoli della composizione tipografica.

CINQUECENTINA Volume stampato nel XVI secolo. Da Cinquecentesco: del sedicesimo secolo (menz. in G. Baretti nel 1758).

CIPRESSO Le Scanzìe di Cipresso sono eleganti, e forse preservano i Libri da' tarli, ma offendono il capo degli studiosi, se troppo davanti vi si trattengono, col troppo grave, e intollerabile loro odore.

CLICHÉ Parola francese di origine onomatopeica. Lastra metallica incisa con processi fotochimici per la riproduzione tipografica di disegni, testi, e fotografie, (menz. da A. Manzoni nel 1837).

CLICHÉ-VERRE Modo di riprodurre fotograficamente un'immagine dipinta, o disegnata con le punte sullo strato di vernice, sopra una lastra di vetro o di plastica trasparente. La luce, che attraversa le zone non coperte dal pennello, e i tratti graffiati, li proietta in nero sulla carta fotosensibile.

CLIPEO Voce dotta dal latino Clipeum e di probabile origine etrusca. Nell'accezione generale del termine: scudo di rame grande e rotondo (menz. da I. Nardi nel 1547). Termine derivato dall'arte bizantina (in pratica un cerchio dove veniva riprodotta l'icona del Cristo imberbe). Nell'accezione puramente legatoriale o incisoria, sta a significare un'icona (qualsiasi) riprodotta in un medaglione rotondo, (nella Legatura di un libro il Clipeo lo si trova sul Piatto anteriore).

CLORURO FERRICO (tricloruro di ferro) Sale impiegato in soluzione acquosa per corrodere il rame.

CODICE Dal latino Codice[m], da caudice[m]: tronco d'albero, poi tavoletta spalmata di cera, sulla quale si scriveva. Libro manoscritto (da Biblia volgar., ~XIV sec).

CODICOLOGIA scienza che studia i libri manoscritti nella loro individualità materiale e culturale.

COLLA Pochissima ne adopravano i nostri antichi nel legar in pergamena i lor Libri, senza fodera di cartone; e così erano più immuni da' tarli, e da' topi, de' quali suol'essere gratissimo pabulo. Alcuni per preservativo da quelli pongono in essa l'orpimento; che gitta fuori un gialliccio macchiante le carte prime ed ultime de' Volumi; onde meglio sarà non usarlo.

COLLA ANIMALE Prodotto di idrolisi del collagene, cioè del costituente proteico contenuto nelle pelli, nei tessuti connettivi e nelle ossa degli animali. Sciolta in acqua calda, costituisce con il supporto un efficace legame adesivo la cui resistenza è determinata dal rapporto colla-acqua.

COLLA DI FARINA Antica colla che si preparava con farina di grano integrale che è stata utilizzata fino ai primi del 1900. Questo adesivo spesso procura danni causando vistose macchie alla carta delle stampe antiche su cui è stata applicata; si riconosce facilmente per il suo colore grigio-brunastro, per il suo considerevole spessore e sopratutto per la sua distribuzione poco uniforme e con presenza di grumi, si può asportare con un adeguato restauro.

COLLANA Serie di opere con caratteristiche comuni, pubblicate con la medesima veste tipografica dallo stesso editore (menz. da T. Porcacchi, 1569). Termine di derivazione metaforica dal paragonare la "serie di opere letterarie" ad una serie di gioielli legati insieme (cfr. n° 21 e 22 di Lingua Nostra, 1970).

COLLAZIONE - COLLAZIONARE Voce di origine latina Collatione[m] da Collatus part. passato di conferre: portare insieme. "Confronto, comparazione" (menz. da M. Villani nel -1363). Nell'accezione bibliografica il termine indica: operazione atta a rilevare gli aspetti fisici o materiali del libro a stampa. Formato [vedi voce], Registro [vedi voce], Pagine, etc.

COLOFONIA - PECE GRECA Resina estratta dal pino (conifere). Nella produzione della carta viene usata come colla mescolata alla pasta prima della fabbricazione del foglio. Essenziale per formare la granitura dell'acquatinta.

COLOPHON Dal greco Kolophon: estremità, compimento, righe finali. Annotazione posta alla fine di un volume, solitamente nella facciata interna dell'ultima pagina prima del risguardo, nella quale è indicato l'autore, il titolo dell'opera, il nome dell'autore, quello dell'editore, dello stampatore, i tipi di carta utilizzati, il luogo e la data di pubblicazione, notizie riguardanti la tiratura e la numerazione e, quando trattasi di edizione a esemplari limitati, la numerazione se in cifre arabe e romane, non che la firma autografa a matita degli autori principali. Il primo volume stampato con il C. fu il Salterio di Magonza. Fino all'inizio del XVI secolo, i volumi stampati non riportavano il Frontespizio [vedi voce] e le note complete erano situate appunto al C. Oggi ancora in uso per ogni pubblicazione stampata (di solito sui libri moderni, si preferisce usare l'accezione, "note tipografiche"). In tipografia indica la disposizione del testo a piramide rovesciata.

COLORE (storia del) I primi colori utilizzati in pittura (epoca preistorica) furono il rosso (ossido di ferro) e il nero (carbone). L'azzurro risale all'antichità, il rosso vermiglio (solfuro di mercurio) e il verde al Medioevo. Fino al Rinascimento, il pittore dispone di una trentina di toni puri. Nel XV secolo si cominciano a mischiare i colori. Con la rivoluzione industriale, i progressi della chimica permettono la fabbricazione di numerosi coloranti sintetici a buon mercato.

COLORI Sogliono i moderni legatori o tingere d'un sol colore, o spruzzare gli orli de' Libri con varj; ma se non sono bene avvertiti, innanzi di ciò fare, di strignere fortemente i Volumi nel torchio, imbrattano malamente tutti gl'interiori margini, con disgusto sensibilissimo de' dilettanti.

COLORI COMPLEMENTARI Ogni colore primario ha il suo colore complementare: è il colore secondario nella cui composizione esso non entra. Il colore complementare del rosso è dunque il verde; quello del giallo, il viola; quello dell'azzurro, l'arancione. Vedi anche colore, colore (uso del), colore locale, colori primari, colori secondari o binari, colori terziari.

COLORI PRIMARI Sono il giallo, il magenta e il ciano. Sono gli unici colori materiali capaci, se "mescolati" in quantità diverse tra loro, di riprodurre qualsiasi sensazione colorata ottenibile a mezzo stampa. Alla stampa dei tre colori primari si deve aggiungere il nero.

COLORI SECONDARI o BINARI Colori risultanti dalla mescolanza di due colori primari. I tre colori secondari sono l'arancione (rosso + giallo), il viola (rosso + azzurro) e il verde (giallo + azzurro). Vedi anche colore, colore (uso del), colore locale, colori complementari, colori primari, colori terziari.

COLORI TERZIARI Colori risultanti dalla mescolanza di colori primari e colori secondari. Tra i colori terziari rientrano l'ocra ed il verde oliva.

COMPOSITORE Addetto alla composizione dei caratteri di stampa. Davanti al testo da comporre, estraeva dai singoli cassettini i caratteri, i simboli e gli spazi, disponendoli in ordine sul righello compositoio. Completata una riga, la trasferiva su un piano, detto vantaggio, dove veniva progressivamente a formarsi la pagina in piombo. Ultimata la pagina, ne preparava altre fino a raggiungere il numero necessario, a seconda che si trattasse di volumi in folio, in quarto, in ottavo e così via, per ottenere una forma di stampa. Le forme erano poi compattate in un telaio tramite l'inserimento di cunei. Dopo la tiratura delle bozze, al compositore spettava di apportare le modifiche al testo composto. Gli orari di lavoro del compositore variavano nel corso dell'anno, in conseguenza dei cambiamenti della luce solare; i suoi ritmi di lavoro prevedevano (tra Cinquecento e Seicento) da 1000 a 1800 caratteri composti all'ora.

COMPRIMIBILITÀ Proprietà che ha un foglio di carta di livellare le proprie irregolarità superficiali nelle condizioni esistenti nella stampa della stessa. È un requisito essenziale per le carte destinate alla stampa diretta.

CONIARE Improntare medaglie e monete per pressione di dischi metallici fra due matrici (coni) incise e figurate.

CONTRAFFORTE - CONTRAFFORTI Rinforzo del Dorso [vedi voce].

CONTROSTAMPA (controprova) Impressione ricavabile da una stampa fresca calata su un foglio.

COPERTA - COPERTINA "Cartone che copre il libro rilegato" da Coverta (menz. 1322, Breve dell'ordine del mare di Pisa). Nell'accezione più moderna del termine: parte della Legatura che riveste Piatti e Dorso [vedi voci].

COPERTE DI PERGAMENA Quando le Pergamene sien belle, asciutte, ed immacolate, sono la materia più atta, e a proposito d'ogn'altra per coprir Libri; mentre se col tempo si sporcano, con facilità si mondano, e diventano come nuove. Le Ollandesi son belle a maraviglia: le Fabbriane in Italia sono anch'esse assai nitide e decorose.

COPERTE DI PERGAMENA SCRITTA Le Pergamene scritte o d'ambe le parti, o tuttavia da una sola (da cui già traspar la scrittura) sono vilissime, adoprate o da spilorci, o da poveri Religiosi, o da ignoranti; da' quali Dio sa quanti preziosi Manoscritti furono perciò manomessi, e straziati! e screditano i buoni Libri; come gli eccellenti Quadri dalle rozze cornici vengono screditati.

COPERTE SPORCHE, o LACERE Queste pure avviliscono i Libri, e le Librerie, e mostrano il pessimo gusto de' possessori degli uni, e dell'altre; e ciò si dice generalmente, potendosi di ciò dare una qualche eccezione, come si vede in S. Filippo Neri, che interrogato perché comperasse Libri mal legati, solea rispondere di comperar Libri, non affetti. S. Carlo però, suo amicissimo, facea legare i Libri Sacri sontuosamente.

COPYLEFT Parola inglese; antagonista al copyright, individua un modello alternativo di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore (in quanto detentore originario dei diritti sull'opera) indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Nella versione pura e originaria del copyleft (cioè quella riferita all'ambito informatico) la condizione principale obbliga i fruitori dell'opera a rilasciare eventuali modifiche apportate all'opera a loro volta sotto lo stesso regime giuridico (e generalmente sotto la stessa licenza). In questo modo, il regime di copyleft e tutto il fascio di libertà da esso derivanti sono sempre garantiti.

COPYRIGHT Diritto di Autore. Parola inglese.

CORDELLE - STRINGHE Molti per lo passato facean porre nelle coperte de' Libri quattro cordelle, di seta per lo più, ovvero quattro stringhe di pelle, per chiuderli ben così, affine, cred'io, di conservarne la buona simmetrìa, o di preservarli dalla polvere, e dagl'insetti; anzi alcuni più appassionati pe' Libri, due nell'alto, e due nel basso di essi, cosa bella e utile in idea, ma difficile nell'esecuzione, essendo l'uomo impaziente e incostante in tali minute osservanze; onde per lo più succedeva che slacciandoli per leggerli, ulteriormente non si allacciassero; e restando perciò pendenti i legami per lungo tempo, si consumavano, e si perdevano o tutti, o in parte, con poco decoro de' Libri, restando anche spesso i buchi di esse nelle coperte, che apparivan perciò vili e deformi. Fu per tanto ottimo consiglio abbandonare affatto una tale usanza, sperimentata non solo inutile, ma anzi dannosa; ritenendola soltanto ne' piccioli Volumi contenenti Orazioni, e Raccolte poetiche da presentare a personaggi distinti.

CORNICE Ciò che delimita, abbellisce o mette in risalto qualche cosa, anche figurata (da N. Tommaseo, B. Bellini, Dizionario della Lingua Italiana, 1865). Nell'accezione specificamente tipografica: Fregio Decorativo che inquadra alcune pagine dei manoscritto o dei libri a stampa. Esistono due tipologie di cornici: aperta e intera.

CORPI COMPOSTI DI MOLTI TOMI Non è, a parer mio, del tutto sano consiglio il formar Corpi di Libri di picciola mole, composti di tante Parti separate, mentre, se la continua sperienza c'insegna che anche i formati di poche Parti spesso si separano e si disgiungono (come, e.gr. l'Opere di Cicerone di varie preclare Edizioni antiche, a segno che di rado possono perfettamente riunirsi) che sarà di quei che constano di 50 e più Tomi? I varj accidenti, di trasporti, di furti, d'imprestiti, d'acqua, di fuoco, e che so io? li renderanno imperfetti; e così, laddove avran costato tanti danari, il prezzo loro diverrà affatto vile; e questa novella usanza ritrovata per utile di alcuni, si renderà col tempo per molti dannosa.

CORPO (tipografico) Carattere tipografico (F. D'Alberti..., opera citata, 1797-1805). Più specificamente: lo spessore del fusto di un carattere.

CORPUS Raccolta completa e ordinata di opere letterarie, giuridiche e simili (da A. Panzini, Dizionario Moderno, 1905). Parola latina.

CORREGIUOLA Striscetta di nastro sulla quale si cuciono i fogli del libro, e quindi si incastrano ,al cartone della copertina.

COSTOLA (Dorso di un libro da N. Tommaseo, 1841) più specificamente è l'attaccatura esterna tra i Piatti ed il Dorso.

CRIVELLO - CRIBLE' Questo termine deriva dalla fitta puntinatura prodotta da strumenti incisori che rende il fondo della lastra da stampa simile ad un setaccio, questa consente di ottenere stampe da matrici inchiostrate a rilievo.

CROLOLOGIA ordinamento in successione di tempo di determinati avvenimenti (menz. Da V. Borghini nel 1580).

CROMOCALCOGRAFIA Stampa a colori di tipo calcografico, cioè da matrici metalliche combinate.

CROMOLITOGRAFIA Litografìa a colori (da Tommaseo, Bellini, Dizionario della Lingua Italiana, 1865). Sistema di riproduzione litografica ideato da G. Engelmann nel 1837. Tale sistema consiste nel sovrapporre immagini, tracciate in diversi colori e su diversa matrice, su di un singolo foglio allo scopo di ottenere sfumature cromatiche.

CROMOTIPIA In senso lato si indica con cromotipia la stampa tipografica a colori. Anche le immagini ottenute con queste teniche di stampa sono dette, per estensione cromotipia.

CRONOLOGIA Ordinamento in successione di tempo di determinati avvenimenti (menz. da V. Borghini nel 1580).


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