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"Magnifica desolazione" Le foto della luna

Ai primi di novembre del 1835, François Jean Dominique Arago dell'osservatorio di Parigi si appellò all'Accademia delle scienze per denunciare un "odioso abuso" della fama di eminente astronomo. A turbarlo erano una serie di articoli in circolazione sulla stampa internazionale che attribuivano al famoso scienziato britannico Sir John Herschel sensazionali avvistamenti di forme di vita sulla Luna. Tutti sapevano che l'anno precedente Herschel si era recato al Capo di Buona Speranza per installarvi un osservatorio attrezzato con uno dei telescopi più potenti al mondo. Di qui l'interesse del pubblico quando, il 25 agosto 1835, Il New York Sun annunciò clamorosamente che a Cape Town erano state effettuate "grandi scoperte astronomiche", e la testata si precipitava a divulgarla attraverso una serie di rapporti forniti, si diceva, dall'assistente di Herschel.
La storia iniziava lentamente, con una meticolosa descrizione del grande telescopio dello scienziato, dotato di una lente di vetro del diametro di 3,6 metri e del peso di 6,3 tonnellate con un potere di ingrandimento tale -si diceva- da permettere la messa a fuoco di oggetti di una trentina di centimetri di diametro sulla superficie lunare. Ma il ritmo del pezzo cresceva d'improvviso con l'affermazione, da parte del
Sun, che le prime osservazione della Luna, condotte da Herschel con questo strumento avevano inaspettatamente rivelato l'esistenza di una atmosfera simile a quella terrestre. La luna si rivelava così una "terra meravigliosa e incantevole", coperta di vaste foreste, oceani maestosi,, vulcani attivi e alte, sottili piramidi di ametista color vino. Ancor pi\ sorprendenti erano flora e fauna, cos= abbondanti che Herschel veniva descritto seduto al suo telescopio, intento a classificare freneticamente trentotto specie di piante e nove di mammiferi. Tra gli animali figuravano piccoli bisonti, capre simili a unicorni, orsi cornuti, fagiani azzurri e dorati e una specie eretta di castori. Infine in una regione particolarmente fertile, era stata avvistata una razza di uomini pipistrello, alti più di tre metri, con capelli color rame e ali membranose. La serie di articoli del Sun si concludeva con intriganti accenni alla scoperta di una seconda razza superiore di uomini pipistrello, "la cui bellezza individuale è infinitamente superiore". Ma qui il racconto si interrompeva, pur assicurando che tutti i dettagli sarebbero presto apparsi in una "veridica storia naturale di quel pianeta" a firma di Herschel.
Non c'è bisogno di dire che il servizio fece furore a New York e che la storia varcò ben presto l'Atlantico, dove fu tradotta nelle principali lingue europee. La verità, tuttavia, venne ben presto a galla; l'autore del pezzo, un intraprendente giornalista di nome Richard Adams Locke, sosteneva di aver voluto mettere alla berlina una setta cristiana, sicura che anche gli altri mondi fossero abitati. La sapiente capacità di Locke nel riprodurre il linguaggio scientifico humboldtiano aveva convinto persino i lettori più esperti ad accettare la sua sobria (per quanto interamente imaginaria) descrizione geologica, botanica e zoologica lunari. Edgar Allan Poe, che seguì con passione gli sviluppi di questa "burla lunare", confidò ad un amico: "Nemmeno una personasu dieci è riuscita a non cascarci e (cosa più strana di tutte)! gli scettici erano soprattutto quelli che dubitavano senza saper dire perché". Lo stesso Herschel, che scrisse dal Capo ringraziando Arago per aver cercato di por freno alla burla, si disse sinceramente divertito dalla dimostrazione della moderna faciloneria.


(tratto d
a un articolo di Cristopher Phillips; Cosmos, Bombiani, Cinisello Balsamo; marzo 2000 - in foto L'uomo sulla luna di Nikolaj Petrovich Prusakov)

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Cordialmente, Andrea De Simeis


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